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Libro parlante “MADRE LESBICA”

All’inizio e per molto tempo la sedia davanti a me è rimasta vuota, l’unica di sei libri parlanti…
I primi a sedersi sono stati 2 giornalisti, poi qualcuno che mi ha fatto giusto un paio di domande e si è alzato frettolosamente… Sembrava che fosse molto difficile decidere di parlare con me.
Poi pian piano le persone hanno incominciato ad arrivare, fino a che è diventata una girandola di visi, emozioni, storie che si sono intrecciate alla mia.

E’ stata un’esperienza magnifica, incredibilmente impegnativa ed a tratti molto emozionante. Mi sono sforzata di concentrami su ogni persona che ho avuto davanti, di metterla a proprio agio, di capire fino in fondo cosa veramente voleva chiedermi. A volte ho avuto l’impressione di non aver dato le risposte “giuste”, quelle che avrei voluto e potuto dare, ma quelle che mi sono venute più facili e mi sono rimproverata per questo. Per fortuna le impressioni spiacevoli sono state ampiamente ricompensate da momenti davvero toccanti: qualche volta “lettori” e “lettrici” mi hanno ringraziato sorridendo con gli occhi lucidi ed ho sentito di aver trasmesso loro serenità, forza e fiducia.

Più spesso le persone volevano sapere se ci sentiamo genitori “diversi” ed eventualmente in che cosa, come i nostri bambini si rapportano con due mamme o due papà, come fanno due donne a decidere quale delle due porterà avanti la gravidanza, se la legge ci tutela in qualche misura oppure no, quali sono le difficoltà più grandi che incontriamo. In complesso mi è sembrato che le persone che si sedevano avevano veramente voglia di conoscere e di comunicare.
Le domande in assoluto più gettonate sono state: “Come hai avuto la tua bambina?”, “Non hai paura che potrà subire discriminazioni in futuro?” e “Come glielo spiegherai?”. Ho risposto molto sinceramente raccontando la mia storia come una delle tante possibili, e dichiarando un’inevitabile preoccupazione moderata dalla fiducia in un ambiente familiare equilibrato e sereno che, sono sicura, saprà trovare le risposte giuste al momento opportuno.

Arianna

1 Comment

  1. bruno

    ho letto con molta attenzione questo articolo che mi è stato suggerito da un mio carissimo amico, il mio interesse è dato soprattutto dal cercare di condividere ed iniziare a parlare della mia condizione di uomo sposato con 2 figli, ma omosessuale.
    è una condizione con la quale convivo da 15 anni , pure sapendo di esserlo sempre stato, omosessuali si nasce,le circostanze esterne, la cultura e quant’altro aiutano od ostacolano il percorso di vita naturale.
    mi sono sposato per amore e per amore abbiamo avuto 2 splendidi figli, ora da 8 anni quello che era stato “represso” o per lo meno non vissuto è inevitabilmente venuto alla superficie, inizialmente è stata una condizione di “bulimia” , non bastava mai, ora tutto si è trasformato, ora il desiderio è di omoaffettività, di condividere con un uomo quello che ho , anche la mia stessa famiglia.
    Questo mio desiderio desta con chi ne parlo costernazione e giudizio facile…. io sono convinto invece che di fronte ad un atto d’amore vero e sincero tutto sia possibile, il termine discriminazione ha mille aspetti e sfumature, così come il termine libertà.
    interiormente sono un uomo libero, ma imprigionato solo da me stesso, dall’impossibilità di vivere una vita totalmente mia, intendo per come sono fatto io.
    Cosa sta succedendo quindi? mi dicono …”beh dai parlane in casa, sii sincero, poi starai meglio ..del resto è un fatto di rispetto nei confronti di tua moglie e dei tuoi figli…”
    Non è esattamente così…. liberandomi di un peso, lo accollo immediatamente su mia moglie e sui miei figli, procurando dolori e sofferenze inutili.
    Per ora questa è la mia esperienza.
    B

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