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"Non vogliamo farci strumentalizzare"

Sebbene siano già trascorsi tre giorni dalla manifestazione organizzata, domenica scorsa, in piazza Liberazione, dal circuito ‘arcobaleno’ gay, lesbo e trans della provincia di Milano, proseguono le polemiche “per quella che è stata soltanto una bellissima festa”. E’ quanto afferma Sergio Prato, presidente de “Le Rose di Gertrude” e portavoce dell’omonima associazione cittadina, protagonista già di diverse iniziative contro “l’omofobia”. “Spiace, però, – afferma Prato – che ancora una volta, qualcuno tenti di strumentalizzare politicamente il tutto”. La dichiarazione del portavoce delle Rose è rivolta all’ultimo comunicato stampa diffuso dal partito democratico, in cui Paolo Razzano, portavoce cittadino, e Vittoria Valenti, componente del direttivo provinciale, chiedevano al sindaco Luca Del Gobbo di “prendere le distanze” da quanto detto nei giorni precedenti alla manifestazione da Franco Bertarelli, capogruppo della Lega Nord. “Mi dispiace davvero dover rimarcare il comportamento contradditorio di taluni esponenti del Pd. Fatto salvo che per Sivia Minardi, che domenica è venuta a salutarci in piazza a titolo personale, non abbiamo visto nessun altro partecipare alla nostra iniziativa. Nè tanto meno, raggiungerci più tardi per l’happy hour serale organizzato presso il nostro bar. C’erano il Sindaco, che ringraziamo pubblicamente per averci concesso lo spazio di Piazza Liberazione, altri componenti della maggioranza, così come esponenti del centro sinistra, come Mario De Luca e Piero Spadaro, o Alfredo D’Argenio. Ma nè Paolo Razzano, nè Vittoria Valenti, si sono visti”. Dunque, Prato fa intendere chiaramente che “alle parole occorrerebbe poi far seguire i fatti”. “E’ inutile e sbagliato polemizzare strumentalmente su questioni delicate come questa. Ci sentiamo doppiamente presi in giro – sottolinea – prima di tutto come persone. Di gente che mette la maschera per affrontare temi come quello dell’omossessualità e della tutela dei diritti di gay, lesbiche e trans, francamente, non ne abbiamo proprio bisogno”.

 

Fabrizio Valenti

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