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Paolo Rigliano: da gay a etero, un illusione che porta la morte.

Published on 21 gennaio 2015 under Approfondimenti
Paolo Rigliano: da gay a  etero, un illusione che porta la morte.

Paolo Rigliano curare i gay illusione che uccideNella società omofoba, oggi come ieri, le persone omosessuali e  lesbiche sono spesso oggetto di stigma sociale, vittime di mobbing famigliare. Private del calore e dell’affetto dei loro cari, vivendo un forte senso di disagio interiore, sviluppano un’ avversione per la propria omosessualità che li porta anche a provare diverse strade per cambiare la propria identità.

Oggi più che mai questo tema è importante anche grazie al pessimo convegno sulla famiglia promosso tra gli altri da Regione Lombardia che, in modo sia pur velato ripropone l’attenzione sulle terapie dette riparative  anche attraverso la cura pastorale delle persone omosessuali.

Traiamo spunto liberamente al riguardo da  un intervista allo psicoterapeuta Paolo Rigliano rilasciata ad anddos, da anni impegnato con le persone omosessuali, autore di numerosi e importanti libri tra cui ( Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità, Amori senza scandalo. Cosa vuol dire essere lesbica e gay, Gesù e le persone omosessuali ).

Per Rigliano l’omosessualità, non è una ciste da asportare, non è un capriccio o una malformazione ma,  come l’eterosessualità, riguarda l’essere psichico nella sua interezza ed è immodificabile pena la morte interiore ed esistenziale della persona stessa con la perdita della sua unicità e quindi la sua destrutturazione.

Compito del terapeuta che si sente rivolgere la richiesta di curare l’omosessualità è capire le paure e le dinamiche dietro tale richiesta;  spesso si cela un contesto di vita ostile all’integrazione della persona. Il “paziente” fa  così sua tale  richiesta  che spesso  è ingiuntoria, ricattatoria ed ineludibile. L’idea di poter estirpare la propria omosessualità, come se si trattasse di un ramo secco da potare, deriva da una squalifica del sè, frutto delle interazione con le persone più importanti e  spesso  legata anche fede religiosa. Questa svalutazione porta a una sofferenza spaventosa, a una squalifica radiale dell’individuo, a un disgusto di se. Il tutto viene vissuto in un contesto sociale carico di pregiudizio che porta a credere che la normalità è solo nell’eterosessualità.

Le odierne terapie riparative, rilanciate subdolamente dal convegno omofobo del 17 gennaio 2015 a  Milano, sono il tentativo di riproporre in forma moderna il pensiero antico persecutorio verso le persone gay e lesbiche; è importante sottolineare come tutti gli organismi scientifici  dopo decenni di ricerche hanno smentito ogni forma di teoria riparativa e, persino i grandi testimonial e i leaders dei gruppi riparativi hanno affermato che si tratta di imbroglio e malafede.

In italia la Chiesa Cattolica, che ha assunto la funzione di moralizzatrice pubblica sostiene le terapie riparative, che sono appunto illusione di morte, resta però da notare che qualcosa si muove, anche dal Papa arriva un invito a cogliere le novità perché comprende come il vecchio sistema sia ormai obsoleto e suggerisce avanzamenti che mettono al centro la persona, basati su legami positivi d’amore, di solidarietà ed accoglienza.

Le persone omosessuali, il paziente gay che chiede si essere “guarito” deve essere in grado di vedere il proprio contesto oppressivo, di vedere i meccanismi di squalifica di se, deve rifiutare la collusione con questo contesto, deve avere consapevolezza di poter ripartire e difendere l’inviolabile valore della propria integrità umana.

Vi invito a leggere l’intervista nel suo formato originale e ad approfondire leggendo i bellissimi libri del Dott. Paolo Rigliano.

Giuseppe

 

http://www.anddos.org/voglio-diventare-etero-cronaca-di-unillusione-che-uccide/

 

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