Donate
News

Laicità a Magenta

Desidero ringraziare la giornalista Valentina Pagani per il suo differente modo di fare giornalismo a livello locale, chiedendo, ascoltando senza giudicare, da cronista libera da preconcetti e il settimanale #settegiorni.

Molte delle persone che leggeranno le domande e le risposte pubblicate si porranno diversi quesiti che ora cercherò di sintetizzare.

Nel gruppo Fb “Magenta siamo anche noi” che si presenta come :” Siamo giovani e anziani, uomini e donne, studenti, pensionate, fratelli, sorelle. Siamo single o in coppia, nati a Magenta o venuti qua per realizzare i nostri sogni.

Attraverso “Magenta siamo anche noi” saranno raccolte le istanze e i suggerimenti e creato un luogo d’incontro e confronto fra coloro che sono ancora inascoltati, per mettere in rete idee, progetti e comuni strategie d’azione tra i singoli, i gruppi e le associazioni del nostro territorio così da costruire una città più aperta, libera, laica, inclusiva: una città moderna di cui andare orgogliosi.

“Magenta siamo anche noi” non riguarda solo i gay, le lesbiche, i/le transessuali, gli extracomunitari, gli stranieri, gli invalidi, i precari, gli anziani soli, le madri lavoratrici, i single. Riguarda tutti. E’ una rete di cittadinanza attiva, per ribadire il nostro amore per questa città e favorire il benessere, la salute e i diritti dei cittadini di Magenta. Questo gruppo promuove le attività sociali, politiche dell’ associazione “Le Rose di Gertrude”.

In qualità di amministratore ho sollevato alcune critiche e riflessioni dopo la pubblicazione di vari articoli letti anche attraverso il web : citando eventi cittadini e riferimenti ad autorità ecclesiastiche.

Tolgo subito ogni tipo di dubbio , non esistono rancori personali o di malafede contro don Giuseppe e i fedeli di religione cattolica, anzi proprio per vivere pienamente in Magenta, con lo spirito del progetto Politico ( apartitico) come succede nei social si è cercato di aprire una discussione ascoltando non solo chi naviga per il web ma anche le persone lungo la strada.

1) Ci sei apparso critico verso la parrocchia e il parroco don Giuseppe, osannato invece in città. Cosa non ti convince?

Le critiche non devono per forza essere sterili e disfattiste, come già sopra enunciato nulla di personale. Resto ora preoccupato leggendo la domanda perché la storia ci ha già mostrato la fine di un grande personaggio che osannato dopo tre giorni era sulla croce. Quindi i migliori auguri e solidarietà a don Giuseppe.

2) Tu parli di laicità, ma appare evidente che Magenta ha una forte impronta religiosa che si interseca con quella civica. Non pensi che premere l’acceleratore sulla laicità vada a snaturare l’anima della città?

Magenta non si discosta ovviamente da qualsiasi città del nostro Paese ampiamente sorpassato alla visione di Guareschi. Siamo difronte a nuove sfide che vedono impreparati sia i don Camillo che i Pepponi d’ Italia. Io stesso non rinnego la mia formazione cattolica, riflettendo non riesco a comprendere come mai persone della mia generazione e non solo educate ai grandi valori, all’ attenzione ad esempio verso i missionari ora usano la bibbia e scomodano il buon Dio attribuendo ogni male verso ad esempio a chi è forestiero.

3) Don Giuseppe presenzia molto agli eventi, ma fa anche molto per i poveri. Non di solo pane, l’ambulatorio… tu invece come leggi tutto ciò?

Chi sono io per giudicare don Giuseppe? Viviamo in uno stato che nella sua Costituzione sancisce il concordato. E’ persona intelligente saprà Lui dove e con chi andare. Penso che a sua insaputa qualcuno strumentalizzi la sua persona e il tempo è sempre galantuomo. Le realtà quali : refettorio, ambulatorio, consultorio le vedo ben staccate dalla figura del prete. Una comunità cristiana matura opera anche senza la presenza del prete pena la sua triste fine. La riflessione da persona molto sensibile all’ inclusione è quella di riflettere bene. Laddove manca lo Stato la chiesa ha si sempre messo la stampella con opere di carità importanti ma è comunque dovere di uno stato risolvere queste nuove povertà. Il nostro Paese aveva il miglior servizio sanitario ora quasi completamente privatizzato. Io mi auguro che si vada oltre al primo bisogno, al piatto di risotto per tutti. Dobbiamo lavorare affinchè non si arrivi a quella triste richiesta inventando-creando nuovi posti di lavoro, cooperative , case ad edilizia popolare. La chiesa cattolica oltre al grande sforzo dei suoi fedeli gode di importanti gettiti di soldi grazie all’ 8xmille e per pregressa storia un grande patrimonio immobiliare. Magenta attraversa una crisi economica maggiormente sentita per la chiusura di grandi stabilimenti. Bisogna ragionare seriamente per evitare di importare nuove povertà che indebolirebbero ancora di più la comunità. Lodevole realtà importante e di vicinanza al popolo l’opera delle volontarie e dei volontari della San Vincenzo che ogni giorno si fanno prossimo nel silenzio totale dei media, qualche seria riflessione e auspicio ma vedo di continuo rimando la decisione del suo destino alla ormai ex Casa Plodari, grande spettro pauroso sito in zona sud.

4. Quali aspetti secondo te mancano in una città come magenta e come a tuo avviso dovrebbe essere gestita la separazione chiesa/ Stato a livello locale

L’Italia è un Paese con un grave difetto di laicità che non vuol per forza dire essere dei mangia preti. Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Una visione religiosa può muovere l’animo a creare una società più giusta, ma il laico sa che essa non può certo tradursi immediatamente in articoli di legge, come vogliono gli aberranti fondamentalisti di ogni specie. Laico è chi conosce il rapporto ma soprattutto la differenza tra il quinto comandamento, che ingiunge di non ammazzare, e l’articolo del codice penale che punisce l’omicidio. Resto seriamente allibito quando i politici citano frasi di santi e documenti della chiesa e mai e poi mai frasi del Presidente della Repubblica o della Costituzione. Basito da quei politici che confondono il diritto canonico dal diritto civile. Laico — lo diceva Norberto Bobbio, forse il più grande dei laici italiani — è chi si appassiona ai propri «valori caldi» (amore, amicizia, poesia, fede, generoso progetto politico) ma difende i «valori freddi» (la legge, la democrazia, le regole del gioco politico) che soli permettono a tutti di coltivare i propri valori cari. Laicità significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacità di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili. Viviamo però in uno Stato che nel corso della sua storia ha subito il potere temporale della Chiesa .Un Paese in cui la nostra libertà di essere, di amare e d. i decidere, è spesso negata e delegata ancora ad altri . A settantatre anni dalla fine della guerra la Repubblica non ha ancora reso pienamente operanti i principi della Costituzione che proclama l’uguaglianza dei cittadini indipendentemente da ogni loro condizione personale e sociale, e la piena libertà di religione, garantendo finalmente a tute e a tutti parità di trattamento e riconoscendo i diritti anche dei non credenti. Ci dobbiamo mettere al lavoro da subito per rimuovere una lunga serie di insopportabili ostacoli alla libertà. È preoccupante vedere come persone e forze che si dicono e certo si sentono sinceramente democratiche e dovrebbero dunque razionalmente operare tenendo presente la gravità della situazione politica e il pericolo di una regressione, sembrano colte da una febbre autodistruttiva, da un’allegra irresponsabilità, da una spensierata vocazione a una disastrosa sconfitta.

Tagged: , , , , , , ,

0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *