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	<title>Le Rose di Gertrude &#187; Rassegna stampa</title>
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	<description>Associazione culturale contro le discriminazioni sessuali</description>
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		<title>Hillary Clinton</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 17:33:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Rose di Gertrude volevano condividere la traduzione fatta dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti del testo integrale dell’intervento del Segretario di Stato del Governo degli Stati Uniti, Hillary Clinton, tenuto il 6 dicembre a Ginevra alla più grande Conferenza mondiale mai organizzata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), in occasione della giornata mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Rose di Gertrude volevano condividere la <a href="http://www.certidiritti.it/certi-diritti-pubblica-la-traduzione-italiana-integrale-del-discorso-di-hillary-clinton-per-la-giornata-mondiale-dei-diritti-umani" target="_blank">traduzione fatta dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti</a> del testo integrale  dell’intervento del Segretario di Stato del Governo degli Stati Uniti,  Hillary Clinton, tenuto il 6 dicembre a Ginevra alla più grande  Conferenza mondiale mai organizzata dall’Alto Commissariato delle  Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), in occasione della giornata  mondiale dei Diritti Umani alla quale hanno partecipato  oltre  145  paesi.<br />
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<blockquote><p>&#8220;Buona sera, lasciatemi esprimere il mio grande onore e piacere per  essere qui. Voglio ringraziare il direttore generale Tokayev e la  signora Wyden oltre agli altri ministri, ambasciatori, eccellenze e  partner delle Nazioni Unite. Questo fine settimana celebreremo la  giornata mondiale dei diritti umani, l’anniversario di una delle grandi  conquiste dell’ultimo secolo.</p>
<p>Nel 1947, i delegati di sei continenti si sono impegnati a stilare  una dichiarazione che affermasse le libertà e i diritti fondamentali  delle persone ovunque esse vivessero. Nel secondo dopoguerra, molte  nazioni sostennero una dichiarazione di questo tipo per aiutare a  prevenire future atrocità e proteggere l’umanità e la dignità insita in  ogni persona. E così i delegati si misero al lavoro. Discussero,  scrissero, rividero, riscrissero per migliaia di ore. Incorporarono  suggerimenti e revisioni proposte da governi, organizzazioni, e  individui di tutto il mondo.</p>
<p>Alle tre del mattino del 10 dicembre 1948, dopo circa due anni di  lavoro e un’ultima notte di dibattito, il Presidente dell’Assemblea  Generale delle Nazioni Unite mise in votazione il testo finale. 48  nazioni votarono a favore, 8 si astennero, nessuna votò contro: la  Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu adottata. Essa proclamava  una semplice e potente idea: tutti gli esseri umani sono nati liberi e  uguali nella loro dignità e nei loro diritti. Con la dichiarazione si è  chiarito che i diritti non sono conferiti dai governi, ma appartengono a  tutte le persone dalla nascita. Non importa in che paese viviamo, chi  sono i nostri leader e persino chi siamo. In quanto umani, abbiamo  diritti. E poiché abbiamo diritti, i governi devono proteggerli.</p>
<p>Nei 63 anni da quando la dichiarazione fu adottata, molte nazioni  hanno fatto grandi progressi nel fare dei diritti umani una realtà.  Passo dopo passo, le barriere che un tempo impedivano alle persone di  godere a pieno delle loro libertà, della loro dignità e della loro  umanità sono cadute. In molti luoghi, leggi razziste sono state  eliminate, pratiche sociali e legali che relegavano le donne a uno  status di seconda classe sono state abolite, la possibilità per le  minoranze religiose di praticare la loro fede liberamente è stata  garantita.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, tali progressi non  furono conseguiti con facilità. Molte persone lottarono, si  organizzarono e protestarono nelle pubbliche piazze e in luoghi più  privati non solo per cambiare le leggi, ma anche le coscienze. E grazie  al lavoro di generazioni, per milioni di individui le cui vite erano  vessate dall’ingiustizia è ora possibile vivere più liberamente e  partecipare pienamente alla vita politica, economica e sociale delle  loro comunità.</p>
<p>Come tutti sapete, c’è ancora molto da fare per assicurare  quell’impegno, quella realtà, quel progresso per tutti. Oggi vorrei  parlare del lavoro che abbiamo ancora da fare per proteggere un gruppo  di persone i cui diritti umani sono ancora negati in troppe parti del  mondo. Sono una minoranza invisibile. Sono arrestati, picchiati,  terrorizzati e persino condannati a morte. Molti sono trattati con  disprezzo e violenza dai loro concittadini mentre le autorità che  dovrebbero proteggerli guardano altrove o, troppo spesso, contribuiscono  ad abusarli. E’ negata loro l’opportunità di lavorare e ricevere  un’adeguata istruzione, sono costretti ad abbandonare le loro case e i  loro paesi o a reprimere e negare chi sono per proteggersi dal pericolo.</p>
<p>Parlo di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, esseri umani nati  liberi, eguali e con la medesima dignità degli altri, persone con il  diritto di rivendicare ciò. Questa è una delle rimanenti sfide del  nostro tempo per implementare i diritti umani di tutti. Parlo di questo  argomento sapendo che il mio stesso paese è ben lontano dalla perfezione  in tema di diritti umani per le persone LGBT. Sino al 2003  l’omosessualità era ancora un crimine in alcuni Stati. Molti americani  LGBT hanno sofferto violenze e molestie nelle loro vite e per alcuni,  inclusi molti giovani, il bullismo e l’esclusione sono esperienze  quotidiane. Quindi noi, come tutte le nazioni, abbiamo molto lavoro da  fare per proteggere i diritti umani.</p>
<p>So bene che questa è una questione molto sensibile per molti e che  gli ostacoli sulla via della protezione dei diritti umani delle persone  LGBT sono radicati in profonde credenze personali, politiche, culturali e  religiose. Pertanto vengo a voi con profondo rispetto, comprensione e  umiltà. Anche se il progresso su questo fronte non è facile, non  possiamo evitare di agire prontamente. In questo spirito voglio parlare  delle questioni difficili e importanti che dobbiamo affrontare insieme  per raggiungere un consenso globale attorno al riconoscimento dei  diritti umani delle persone LGBT ovunque esse si trovino.</p>
<p>La prima questione va direttamente al cuore del problema. Qualcuno ha  sostenuto che i diritti gay e i diritti umani sono cose distinte, ma in  verità sono la stessa medesima cosa. Certamente 60 anni fa i governi  che hanno stilato e approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti  Umani non pensarono a come essa potesse applicarsi alla comunità LGBT.  Non pensavano neppure a come essa potesse applicarsi agli indigeni, ai  bambini, ai disabili o altri gruppi marginalizzati. Eppure, negli scorsi  60 anni abbiamo riconosciuto che i membri di questi gruppi sono  pienamente titolari di diritti e dignità poiché, come tutte le persone,  essi condividono una comune umanità.</p>
<p>Questo riconoscimento non è occorso subito. Si è sviluppato nel  tempo. Nel frattempo abbiamo capito che si trattava di onorare dei  diritti che le persone hanno sempre avuto, piuttosto che creare diritti  nuovi o speciali per loro. Come essere una donna, un membro di una  minoranza etnica, religiosa o tribale, essere LGBT non rende meno umani.  Ecco perché i diritti gay sono diritti umani e i diritti umani sono  diritti gay.</p>
<p>Si violano i diritti umani quando si picchiano o uccidono persone a  causa del loro orientamento sessuale o perché non si conformano alla  norma culturale su come gli uomini e le donne dovrebbero apparire o  comportarsi. Si violano i diritti umani quando i governi dichiarano  illegale essere gay o non puniscono coloro che fanno del male alle  persone gay. Si violano i diritti umani quando le donne lesbiche e  transgender sono soggette ai cosiddetti stupri correttivi, o soggette a  trattamenti ormonali forzati, o quando delle persone vengono uccise in  seguito a incitamenti pubblici alla violenza contro i gay o quando sono  costretti a scappare dai propri paesi e cercare asilo in altri Stati per  salvare la propria vita. E si violano i diritti umani quando l’accesso a  farmaci salva vita viene negato sulla base dell’orientamento sessuale, o  un eguale accesso alla giustizia viene negato sulla base  dell’orientamento sessuale, o gli spazi pubblici sono proibiti ai gay.  Non importa il nostro aspetto, da dove veniamo, chi siamo, siamo tutti  egualmente titolari dei nostri diritti umani e della nostra dignità.</p>
<p>La seconda questione è se l’omosessualità è tipica di una certa parte  del mondo. Alcuni sembrano credere che sia un fenomeno occidentale e  che perciò fuori dall’Occidente sia possibile rigettarla. In realtà i  gay nascono e appartengono ad ogni società del mondo. Sono di tutte le  età, di tutte le razze e di tutte le etnie; sono dottori e insegnanti,  contadini e banchieri, soldati e atleti; e a prescindere dal fatto che  lo sappiamo o lo riconosciamo, sono la nostra famiglia, i nostri amici, i  nostri vicini.</p>
<p>Essere gay non è un’invenzione occidentale; è una realtà umana. E  proteggere i diritti umani di tutti, etero o omosessuali, non è qualcosa  che fanno solo i governi occidentali. La costituzione sudafricana,  scritta dopo l’Apartheid, protegge l’uguaglianza di tutti i cittadini,  inclusi quelli gay. In Colombia e Argentina, anche i diritti gay sono  legalmente protetti. In Nepal, la corte costituzionale ha sentenziato  che i cittadini LGBT devono avere eguali diritti. Il governo della  Mongolia ha preso l’impegno di varare una nuova legislazione che  affronti le discriminazioni patite dai gay.</p>
<p>Ora, alcuni ritengono che proteggere i diritti umani della comunità  LGBT sia un lusso che solo le nazioni ricche possono permettersi. Ma in  effetti, in tutti i paesi, la non protezione di questi diritti ha dei  costi in termini di vite etero e omosessuali perse a causa di malattie e  violenze, di silenziamento di voci e visioni che avrebbero rafforzato  le comunità, in termini di idee mai concretizzate da imprenditori che  casualmente sono gay. Si pagano dei costi ogni volta che un gruppo è  trattato peggio degli altri, siano essi donne, minoranze etniche,  religiose o LGBT. L’ex presidente del Botswana, Mogae, ha recentemente  sottolineato che finché le persone LGBT sono tenute nell’ombra, non  potrà esserci un efficace programma di sanità pubblica contro l’AIDS.  Beh, questo è vero che per altre sfide.</p>
<p>La terza e forse più difficile questione viene sollevata quando si  citano valori religiosi o culturali come ragioni per violare o non  proteggere i diritti umani dei cittadini LGBT. Ciò non si differenzia  molto dalle giustificazioni offerte per giustificare pratiche violente  contro le donne come l’omicidio d’onore, l’arsione delle vedove e le  mutilazioni genitali femminili. Alcuni continuano a difendere tali  pratiche in quanto parte di una tradizione culturale. Ma la violenza  contro le donne non è culturale, è criminale. Ugualmente con la  schiavitù, ciò che una volta era giustificato dalla sanzione divina è  oggi giustamente ritenuto un immorale violazione dei diritti umani.</p>
<p>In ognuno di questi casi, abbiamo imparato che nessuna pratica o  tradizione è superiore ai diritti umani che appartengono a tutti noi. E  questo è vero anche per la violenza inflitta alle persone LGBT, la  criminalizzazione del loro status o comportamento, l’espulsione dalle  loro famiglie o comunità, l’accettazione tacita o esplicita delle loro  uccisioni.</p>
<p>Certamente, vale la pena notare che raramente le tradizioni e gli  insegnamenti religiosi o culturali sono in conflitto con la protezione  dei diritti umani. Ovviamente, la nostra religione e la nostra cultura  sono fonti di compassione e ispirazione verso esseri umani come noi. Non  solo coloro che giustificavano la schiavitù si appoggiavano alla  religione, anche coloro che cercavano di abolirla lo facevano. Teniamo a  mente che il nostro impegno a difendere la libertà di religione e la  dignità delle persone LGBT hanno la medesima radice. Per molti di noi il  credo e la pratica religiosa è una risorsa vitale di significato e  identità fondamentale per ciò che siamo come persone. Ugualmente, per la  maggior parte di noi, i legami d’amore e famigliari che abbiamo  forgiato sono altrettanto vitali fonti di significato e identità.  Prendersi cura degli altri è un’espressione di ciò che significa essere  pienamente umani. E’ perché l’esperienza umana è universale che i  diritti umani sono universali e attraversano tutte le religioni e le  culture.</p>
<p>La quarta questione è ciò che la storia ci insegna circa il modo in  cui progredire verso eguali diritti per tutti. Il progresso origina da  una discussione onesta. Ci sono coloro che dicono e credono che tutti i  gay sono pedofili, che l’omosessualità è una malattia che può essere  curata o che i gay reclutano altri per farli diventare a loro volta gay.  Bene. Queste nozioni sono semplicemente non vere. E’ anche difficile  che spariscano se coloro che le promuovono o accettano vengono ignorati  piuttosto che invitati a condividere le loro paure. Nessuno ha mai  abbandonato una convinzione perché è stato costretto a farlo.</p>
<p>I diritti umani universali includono la libertà d’espressione e  quella di pensiero, anche se le nostre parole o pensieri denigrano  l’umanità degli altri. Tuttavia, mentre siamo tutti liberi di credere  ciò che riteniamo, non possiamo fare tutto ciò che vogliamo, non in un  mondo in cui si proteggono i diritti umani di tutti.</p>
<p>Raggiungere una piena comprensione di queste cose richiede più di un  discorso. Richiede una conversazione. Anzi, richiede una costellazione  di conversazioni in luoghi piccoli e grandi. E richiede la volontà di  vedere nelle più aspre differenze di visione una ragione per cominciare a  conversare, non per evitare di farlo.</p>
<p>Ma il progresso deriva dal cambiamento delle leggi. In molti posti,  incluso il mio stesso paese, la protezione legale ha preceduto, non  seguito, un più ampio riconoscimento dei diritti. Le leggi hanno un  effetto istruttivo. Le leggi che discriminano convalidano altri tipi di  discriminazione. Le leggi che richiedono eguale protezione rinforzano  l’imperativo morale dell&#8217;uguaglianza. In pratica, spesso le leggi devono  cambiare prima che la paura del cambiamento venga meno.</p>
<p>Molti nel mio paese pesavano che il presidente Truman stesse facendo  un grave errore quando ordinò la de-segregazione razziale delle nostre  forze armate. Si affermava che ciò avrebbe minato la coesione delle  unità combattenti. E fu solo dopo che la decisione venne implementata  che ci accorgemmo come essa rafforzò il nostro tessuto sociale in modi  che neppure i sostenitori di quella politica avevano previsto.  Ugualmente, alcuni nel mio paese ritenevano che la cessazione del “Don&#8217;t  Ask, Don’t Tell” avrebbe avuto un effetto negativo sulle nostre forze  armate. Oggi, il comandante dei Marines, che fu una delle voci più forti  contro la revisione di questa politica, dice che le sue preoccupazioni  erano infondate e che i Marines hanno accolto benissimo il cambiamento.</p>
<p>Infine, il progresso deriva dalla disponibilità di mettersi nei panni  degli altri per un po’. Dobbiamo chiederci: “come mi sentirei se fosse  un crimine amare la persona che amo? Come mi sentirei se fossi  discriminato per una cosa di me che non posso cambiare?”. Questa sfida  riguarda ciascuno di noi quando riflettiamo su convinzioni profonde,  quando lavoriamo per essere tolleranti e rispettosi della dignità di  tutti, e quando abbiamo umilmente a che fare con coloro i quali siamo in  disaccordo nella speranza di creare una maggiore comprensione generale.</p>
<p>La quinta e ultima questione riguarda come possiamo fare la nostra  parte per portare il mondo ad accogliere i diritti umani di tutti, anche  delle persone LGBT. Sì, le persone LGBT devono contribuire guidando  questi sforzi, come tanti già fanno. La loro conoscenza ed esperienza è  impagabile e il loro coraggio inspiratore. Conosciamo i nomi di  attivisti LGBT coraggiosi che hanno letteralmente dato le loro vite per  questa causa e ce ne sono molti altri il cui nome non conosceremo mai.  Ma spesso coloro ai quali si negano i diritti sono quelli con meno  potere di ottenere i cambiamenti che cercano. Agendo da sole, le  minoranze non potranno mai raggiungere la maggioranza necessaria al  cambiamento politico.</p>
<p>Quando una parte dell’umanità viene rimossa, il resto di noi non può  rimanere indifferente. Ogni volta che una barriera verso il progresso  cade, ciò avviene grazie allo sforzo congiunto di coloro che stanno da  entrambe le parti di essa. Nella lotta per i diritti alle donne, il  sostegno degli uomini rimane cruciale. La battaglia per l’uguaglianza  razziale è dipesa dal contributo di persone di tutte le etnie.  Combattere l’islamofobia o l’antisemitismo è un compito per le persone  di tutte le fedi. Lo stesso è vero per la lotta per l&#8217;uguaglianza.</p>
<p>Viceversa, quando vediamo la negazione e l’abuso di diritti umani e  non agiamo, mandiamo il messaggio che ciò non comporta alcuna  conseguenza e incentiviamo il perpetuare di tali abusi e negazioni. Ma  quando agiamo, inviamo un potente messaggio morale. Qui a Ginevra, la  comunità internazionale ha agito quest’anno per rafforzare il consenso  globale attorno ai diritti umani delle persone LGBT. In marzo, al  Consiglio per i Diritti Umani, 85 paesi hanno sostenuto una  dichiarazione contro la criminalizzazione e le violenze motivate  dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.</p>
<p>Alla successiva sessione del Consiglio in giugno, il Sud Africa si  fece promotore di una risoluzione sulla violenza contro le persone LGBT.  La delegazione sudafricana parlò eloquentemente della propria  esperienza e della propria lotta per l’eguaglianza di tutta l’umanità e  della sua indivisibilità. Quando passò, divenne la prima risoluzione  delle Nazioni Unite a riconoscere i diritti umani delle persone gay di  tutto il mondo. Nell’Organizzazione degli Stati Americani quest’anno, la  Commissione inter-americana sui Diritti Umani creò un’unità sui diritti  delle persone LGBT, un passo verso ciò che speriamo sarà la creazione  di una struttura più formale.</p>
<p>Ora, dobbiamo andare oltre e lavorare qui e in ogni regione del mondo  per galvanizzare un maggiore supporto per i diritti umani della  comunità LGBT. Ai leader di quei paesi dove le persone sono  imprigionate, picchiate o condannate a morte perché gay, chiedo di  considerare questo: per definizione leadership significa stare alla  testa del proprio popolo quando è necessario. Significa difendere la  dignità di tutti i propri cittadini e convincere gli atri a fare lo  stesso. Significa anche assicurare che tutti i cittadini siano trattati  come eguali dalla legge del proprio Stato perché, lasciatemi essere  chiara &#8211; non sto dicendo che i gay non commettono crimini. Lo fanno,  proprio come gli eterosessuali. E quando lo fanno devono rispondere dei  loro atti, ma non dovrebbe mai essere un crimine il semplice fatto di  essere gay.</p>
<p>Ai popoli di tutte le nazioni dico che sostenere i diritti umani è  anche una vostra responsabilità. La vita dei gay è condizionata non solo  dalle leggi, ma anche dal trattamento che ricevono ogni giorno dalle  loro famiglie e dai loro vicini. Eleanor Roosevelt, che ha fatto così  tanto per l’avanzamento dei diritti umani nel mondo, ha detto che questi  diritti germogliano nei luoghi più vicini a casa &#8211; le strade dove  vivono le persone, le scuole che frequentano, le industrie, fattorie e  uffici dove lavorano. Questi luoghi sono il vostro campo d’azione. Le  azioni che intraprendete e le idee che sostenete possono determinare se i  diritti umani fioriranno dove vivete.</p>
<p>Infine, alle persone LGBT di tutto il mondo lasciatemi dire questo:  ovunque viviate e qualunque siano le circostanze della vostra vita, sia  che siate connessi ad una rete di supporto, sia che vi sentiate isolati e  vulnerabili, sappiate che non siete soli. Ci sono persone in tutto il  mondo che stanno lavorando duramente per sostenervi e mettere fine alle  ingiustizie e ai pericoli che affrontate. Questo è certamente vero per  il mio paese: avete un alleato negli Stati Uniti d’America e avete  milioni di amici tra gli americani.</p>
<p>L’amministrazione Obama difende i diritti umani delle persone LGBT  come parte della nostra più ampia politica sui diritti umani e come una  priorità della nostra politica estera. Nelle nostre ambasciate, i nostri  diplomatici stanno sollevando l’attenzione su casi e leggi specifici  lavorando con vari partner per rafforzare la protezione dei diritti  umani di tutti. A Washington, abbiamo creato una task force al  Dipartimento di Stato per sostenere e coordinare questo lavoro. Nei  prossimi mesi forniremo tutte le ambasciate di un kit di strumenti per  migliorare i loro sforzi. Abbiamo anche creato un programma che offre  sostegno di emergenza per i difensori dei diritti umani delle persone  LGBT.</p>
<p>Questa mattina, a Washington, il Presidente Obama ha dato vita alla  prima strategia governativa dedicata a combattere le violazioni dei  diritti umani contro le persone LGBT all’estero. Dando seguito a  precedenti sforzi fatti all’interno del Dipartimento di Stato e di tutto  il governo, il Presidente ha ordinato a tutte le agenzie governative  impegnate all’estero di combattere la criminalizzaizione dello stato e  della condotta LGBT, di aumentare gli sforzi per proteggere vulnerabili  rifugiati LGBT, di assicurarsi che la nostra assistenza estera promuova  la protezione dei diritti LGBT, di coinvolgere le organizzazioni  internazionali nella lotta contro le discriminazioni e di rispondere  prontamente agli abusi contro le persone LGBT.</p>
<p>Sono anche felice di annunciare che stiamo lanciando un nuovo Fondo  per l’eguaglianza globale che sosterrà il lavoro delle associazioni  della società civile impegnate in tutto il mondo su queste questioni.  Questo fondo le aiuterà a registrare dei fatti in modo da elaborare  strategie più mirate, a imparare ad usare la legge come uno strumento a  loro favore, a gestire il loro budget, a formare il loro personale, e a  creare alleanze con e associazioni delle donne e altri gruppi impegnati  sui diritti umani. Abbiamo stanziato più di 3 milioni di dollari per dar  vita a questo fondo e speriamo che altri aggiungeranno il loro  contributo.</p>
<p>Le donne e gli uomini che lottano per i diritti umani delle persone  LGBT in luoghi ostili, alcuni dei quali sono qui con noi oggi, sono  coraggiosi e meritano tutto l’aiuto che possiamo dar loro. Sappiamo che  il cammino non sarà facile, una grande quantità di lavoro resta ancora  da fare, ma molti di noi hanno visto direttamente quanto rapidamente i  cambiamenti possano avvenire. Durante le nostre vite, l’atteggiamento  verso le persone gay in molti posti è stato trasformato. Molte persone,  me compresa, hanno negli anni approfondito le loro convinzione sul tema  man mano che gli hanno dedicato maggiore attenzione, dialogato,  partecipato a dibattiti e stabilito relazioni personali e professionali  con persone gay.</p>
<p>Questa evoluzione è evidente in molti luoghi. Per sottolineare solo  un esempio l’Alta Corte di Delhi ha decriminalizzato l’omosessualità in  India due anni fa scrivendo, e cito: “se esiste un principio che può  essere ritenuto permeante di tutta la costituzione indiana, questo è  l’inclusività”. Non ho dubbi che il sostegno per i diritti umani LGBT  continuerà a crescere perché per molti giovani questo è banale: tutte le  persone meritano di essere trattate con dignità e vedere rispettati i  propri diritti umani, a prescindere da chi sono o da chi amano.</p>
<p>C’è una frase che negli Stati Uniti invochiamo quando vogliamo  spronare gli altri a sostenere i diritti umani: “Stai dalla parte giusta  della storia”. La storia degli Stati Uniti è la storia di una nazione  che ha ripetutamente lottato contro l’intolleranza e l’ineguaglianza.  Abbiamo combattuto una guerra civile brutale sul tema della schiavitù.  In tutto il paese milioni di persone si sono unite in campagne per  riconoscere i diritti delle donne, dei popoli indigeni, delle minoranze  etniche, dei bambini, delle persone con disabilità, degli immigrati, dei  lavoratori e così via. E la marcia verso l’uguaglianza e la giustizia  continua. Coloro che combattono per espandere la cerchia dei diritti  umani erano e sono dalla parte giusta della storia e la storia li onora.  Coloro che tentarono di restringere i diritti umani avevano torto e la  storia mostra anche questo.</p>
<p>So che i pensieri che ho condiviso oggi coinvolgono questioni sulle  quali le opinioni si stanno ancora evolvendo. Come è accaduto già molte  volte, le varie opinioni convergeranno verso la verità, quella verità  immutabile secondo la quale tutte le persone sono create libere e con  uguali dignità e diritti. Siamo ancora una volta chiamati a rendere  concrete le parole della Dichiarazione Universale. Rispondiamo a questa  chiamata. Stiamo dalla parte giusta della storia, per la nostra gente,  le nostre nazioni, le generazioni future, le cui vite saranno plasmate  dal nostro lavoro di oggi. Mi rivolgo a voi con grande speranza e  fiducia che a prescindere dalla lunghezza della strada che abbiamo  davanti, la percorreremo insieme con successo. Grazie molte.&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Rassegna stampa Stuart Milk</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 23:31:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rassegna stampa sulla conferenza di Stuart Milk a Magenta. Magenta: Stuart Milk, in tour per i diritti civili from CittaOggi.TV on Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rassegna stampa sulla conferenza di <a href="http://www.lerosedigertrude.it/2011/eventi/stuart-milk-a-magenta-e-milano">Stuart Milk a Magenta</a>.</p>
<p><a href="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/05/settegiorni001"><img src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/05/settegiorni001-400x156.jpg" alt="" title="settegiorni001" width="400" class="aligncenter size-medium wp-image-2676" /></a></p>
<p><a href="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/05/ordine006.jpg"><img src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/05/ordine006-182x400.jpg" alt="" title="ordine006" width="200" class="aligncenter size-medium wp-image-2677" /></a></p>
<div class="aligncenter"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/23480587?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=990000" width="400" height="320" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/23480587">Magenta: Stuart Milk, in tour per i diritti civili</a><br />
from <a href="http://vimeo.com/cittaoggi">CittaOggi.TV</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
</div>
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		<title>Stuart Milk a Magenta e Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 12:26:13 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.lerosedigertrude.it/?p=2564</guid>
		<description><![CDATA[Il 4 maggio Stuart Milk sarà a Magenta, alle 18 in Casa Giacobbe. Nel corso del ciclo di conferenze organizzate da Equality Italia il Coordinamento Arcobaleno delle associazioni di Milano e Provincia incontrano a Stuart Milk, con il patrocinio del Comune di Magenta. Stuart Milk, attivista dei Diritti Umani, difensore dei Diritti Civili LGBT, fondatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lerosedigertrude.it/2011/eventi/stuart-milk-a-magenta-e-milano/attachment/milk2" rel="attachment wp-att-2592"><img src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/04/Milk2-283x400.jpg" alt="" title="Milk2" width="200" class="alignright size-medium wp-image-2592" /></a><br />
Il 4 maggio Stuart Milk sarà a Magenta, alle 18 in Casa Giacobbe.<br />
Nel corso del <a href="http://www.equalityitalia.it/milk">ciclo di conferenze</a> organizzate da <a href="http://www.equalityitalia.it/">Equality Italia</a> il <em>Coordinamento Arcobaleno</em> delle associazioni di Milano e Provincia incontrano a Stuart Milk, con il patrocinio del <a href="http://www.comune.magenta.mi.it/">Comune di Magenta</a>.</p>
<p><strong>Stuart Milk</strong>, attivista dei Diritti Umani, difensore dei Diritti Civili LGBT, fondatore della <a href="http://milkfoundation.org/">Harvey Milk Foundation</a>, organizzazione senza scopo di lucro dedicata al politico americano ucciso nel 1978, con l&#8217;intento di portare avanti il suo sogno in un domani migliore, pieno di speranza e uguaglianza, in un mondo senza odio.</p>
<p>Il programma dell&#8217;incontro prevede:</p>
<ul>Ore 18,00 <strong>Magenta</strong></p>
<ol>Presentazione a cura del Coordinamento Arcobaleno Milano e Provincia<br />
Saluto delle Autorità<br />
Intervento <strong>Stuart Milk</strong><br />
Cerimonia di consegna della medaglia d’Argento del 150° della Battaglia di Magenta</ol>
</ul>
<ul>Ore 20,30 <strong>Milano</strong></p>
<ol>Cinema Anteo  serata in onore di Harvey MILK<br />
Interventi di:  Marilisa D’Amico, Rosaria Iardino, Pierfrancesco Majorino,  Aurelio Mancuso,  Stuart Milk<br />
segue la proiezione del film Harvey Milk</ol>
</ul>
<p>Il programma degli incontri e conferenze con Stuart Milk prevede:<br />
<a href="http://www.lerosedigertrude.it/2011/eventi/stuart-milk-a-magenta-e-milano/attachment/milk0000" rel="attachment wp-att-2597"><img src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2011/04/MILK0000-282x400.jpg" alt="" title="MILK0000" width="200" class="alignright size-medium wp-image-2597" /></a>
<ul>2 maggio a Genova</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-genova">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>3 maggio a Torino</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-torino">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>4 maggio a Milano e Magenta</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-milano">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>5 maggio a Roma</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-roma">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>6 maggio a Bologna</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-bologna">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>6 maggio a Padova</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-padova">Programma</a></ol>
</ul>
<ul>7 maggio a Roma</p>
<ol><a href="http://www.equalityitalia.it/milk/milk-roma-gaycenter">Programma</a></ol>
</ul>
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		<title>Rassegna stampa &#8220;Dentro l&#8217;Opus Dei&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>byb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magenta]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso giovedì 14 ottobre 2010 presso la sede dell&#8217; associazione culturale Le Rose di Gertrude in Magenta, è stata presentata assieme all&#8217; autrice Emanuela Provera la III edizione del libro pubblicato da Chiare Lettere &#8220;Dentro l&#8217;Opus Dei&#8221;. Inseriamo nel Blog due recensioni della stampa: Dentro L&#8217;Opus Dei pubblicata su Città Oggi e Che cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso giovedì 14 ottobre 2010 presso la sede dell&#8217; associazione culturale<br />
Le Rose di Gertrude in Magenta,<br />
è stata presentata assieme all&#8217; autrice Emanuela Provera la III edizione del libro<br />
pubblicato da Chiare Lettere &#8220;Dentro l&#8217;Opus Dei&#8221;.<br />
Inseriamo nel Blog due recensioni della stampa: <a rel="attachment wp-att-2390" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/rassegna-stampa-dentro-lopus-dei/attachment/dentro-l">Dentro L&#8217;Opus Dei</a> pubblicata su Città Oggi e <a rel="attachment wp-att-2391" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/rassegna-stampa-dentro-lopus-dei/attachment/dentro-lopus-dei-riforma">Che cosa succede in una struttura come l&#8217;Opus Dei</a> pubblicata su Riforma.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-2390" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/rassegna-stampa-dentro-lopus-dei/attachment/dentro-l"><img class="alignnone size-medium wp-image-2395" title="Città Oggi" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/10/Citta-Oggi.png" alt="" height="300" /></a> <a rel="attachment wp-att-2391" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/rassegna-stampa-dentro-lopus-dei/attachment/dentro-lopus-dei-riforma"><img class="alignnone size-medium wp-image-2394" title="Riforma" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/10/Riforma-298x400.png" alt="" height="300" /></a></p>
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		<title>Gay Pride Milano, 12 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 07:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>byb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un video del Pride Milano 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video del Pride Milano 2010.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GG5OSRBb8iE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/GG5OSRBb8iE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Settegiorni L&#8217;Amore Spiazza</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 18:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[L'amore spiazza]]></category>

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		<description><![CDATA[Per visualizzare l&#8217;articolo in grande clicca sull&#8217;immagine]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/senza-categoria/settegiorni-sullamore-spiazza-full-txt " target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1404" style="border: 0px;" title="settegiorni" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/03/settegiorni.jpg" alt="" width="664" height="366" /></a></p>
<p>Per visualizzare l&#8217;articolo in grande clicca sull&#8217;immagine</p>
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		<title>Settegiorni sull&#8217;Amore Spiazza (full txt)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 17:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[L'amore spiazza]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1407" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/settegiorni-sullamore-spiazza-full-txt/attachment/settegiorni-2"><img class="aligncenter size-full wp-image-1407" title="settegiorni" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/03/settegiorni1.jpg" alt="" width="2259" height="1245" /></a><a rel="attachment wp-att-1404" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/rassegna-stampa/settegiorni-sullamore-spiazza-full-txt/attachment/settegiorni"></a></p>
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		<title>CittàOggiWeb 14/02/2010</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[L'amore spiazza]]></category>

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		<description><![CDATA[Gay, lesbiche e trans hanno raccontato le loro esperienze di vita &#8220;L&#8217;Amore Spiazza&#8221; a Magenta: &#8220;Diamoci una mano per combattere l&#8217;omofobia&#8221; Magenta Una piacevole giornata nemmeno troppo fredda ha accolto questo pomeriggio a Magenta il pullman partito da Milano e arrivato in piazza Liberazione per “L&#8217;Amore Spiazza”, manifestazione gay, lesbiche e trans organizzata dal coordinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Gay, lesbiche e trans hanno raccontato le loro esperienze di vita</div>
<p><!--  titolo --></p>
<h3 style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Amore Spiazza&#8221; a Magenta: &#8220;Diamoci una mano per combattere l&#8217;omofobia&#8221;</h3>
<p><!--  catenaccio --></p>
<p style="text-align: justify;">Magenta Una piacevole giornata nemmeno troppo fredda ha accolto questo pomeriggio a Magenta il pullman partito da Milano e arrivato in piazza Liberazione per “L&#8217;Amore Spiazza”, manifestazione gay, lesbiche e trans organizzata dal coordinamento Arcobaleno per combattere la piaga dell&#8217;omofobia. Una cinquantina di persone, cui si sono aggiunti magentini che hanno visitato gli stand e l&#8217;accompagnamento musicale della Maxentia Brass Band. Tante le storie raccontate in piazza.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefania di ArciLesbica Zami Milano ha detto: “Diamoci una mano per combattere l&#8217;omofobia”. Ed è questo, in sintesi, l&#8217;obiettivo della manifestazione che avrà un seguito probabilmente nella città di Bergamo. Interessante lo stand “I libri parlanti”. Un&#8217;occasione per domandare direttamente tutto ciò che si vuole sapere. I titoli? Studentessa lesbica, ragazzo gay, lavoratrice lesbica, papà di ragazzo gay, mamma lesbica e lavoratore gay. Sei esperienze di vita trasmesse a chi lo desiderava. Arianna per esempio ha 37 anni ed è una mamma lesbica di una bimba di neanche 2 anni. “Ho sempre avuto il desiderio di avere un figlio – ha raccontato – per la mia compagna è stato più laborioso il percorso, ma alla fine anche lei ha accolto con gioia la possibilità di avere una bimba”. Arianna vive con la sua compagna e con la loro bimba che porta il cognome del padre. Un gay che convive con un altro uomo vicino alle due donne. C&#8217;è ancora tanto da fare in questi casi, soprattutto dal punto di vista legislativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Arianna auspica proprio che nell&#8217;immediato futuro si metta mano alle leggi e si cerchi di tutelare i bimbi. Una storia del tutto particolare è quella di Massimo, 50enne di Nosate. “Sono nato bambina – ha detto – ma dentro di me ero un maschio a tutti gli effetti. Così ho cambiato sesso e mi sono realizzato”: Massimo ha vissuto anche a Magenta, ha avuto una donna per 23 anni, poi un&#8217;altra e ora è single per scelta. I ragazzi di Gay Statale raggruppano gay e lesbiche che studiano all&#8217;Università Statale di Milano: “In ateneo non abbiamo mai avuto problemi – assicurano – da tempo siamo diventati un punto di riferimento per i ragazzi che arrivano”, dicono due giovani che di nome fanno entrambi Enrico, uno studente di Biologia e l&#8217;altro di Lettere. Antonia Monopoli di anni ne ha 38 e vive a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una transessuale e per dieci anni, da quando ne aveva 21 si è prostituita: “Ho un ricordo terribile di quel periodo – confessa – pensavo fosse l&#8217;unica possibilità per vivere, poi ne sono uscita e adesso sono perfettamente integrata nella società. Faccio volontariato in un&#8217;associazione dove facciamo informazione su malattie come l&#8217;Aids, e aiutiamo le persone che si prostituiscono. Adesso la mia vita scorre tranquilla, sono una cartomante astrologa anche con la mia famiglia ho sistemato le cose. Adesso finalmente accettano la mia scelta che ho preso con coscienza”.</p>
<p style="text-align: right;">Graziano Masperi </p>
<p><a href="http://www.cittaoggiweb.it/eventi-e-cultura/14-02-2010/LAmore-Spiazza-a-Magenta-Diamoci-una-mano-per-combattere-lomofobia_28340.html" target="_blank">Clicca qui per l&#8217;articolo sul sito originale</a></p>
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