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Omofobia di Stato?

Il Presidente della Provincia Guido Podesta aveva, durante la Giunta Aperta del 2 Luglio a Magenta, parlato e rassenerato con le sue parole Sergio Prato componente dell’ormai nota Associazione “Le Rose di Gertrude”,dichiarando che è quasi inutile parlare di omofobia poichà chi manifesta atteggiamenti di questo tipo potrà ricevere solo condanne dall’amministrazione provinciale. Controllate pure clikkando qui e seguite dal minuto 6.14

Chiuse le porte della giunta provinciale aperta scopriamo che il magentino Umberto Novo Maerna in qualità di Assessore alla Cultura della Provincia di Milano ha fatto pressioni perchè lo spettacolo di Pier Paolo PasoliniOrgia” programmato dal teatro Out off di Milano e gli spettacoli Trilogia del benessere (rappresenato anche da Strheler nel ‘91) e Chicago Boys programmati dal Teatro della Cooperativa.

Tutto ciò è accaduto il 13 Luglio quando l’Assessore in questione pare che abbia comunicato per voce dei suoi funzionari al responsabile del Teatro Out Off Mino Bertoldo “Che sarebbe meglio non toccare temi scabrosi come l’omosessualità”

Quanto è facile fare una passerella e quanto è difficile caro vicepresidente della Provincia essere fedeli a ciò che si dice!

Vincenzo Salvaggio

Per l’articolo in originale sul blog Enkaipan clicca qui

I libri di Gertrude

PerchéNapoliPride

 

NONSOLOMAGENTA

Sabato 26 giugno, Napoli,  “alla luce del sole”, si avvolge nei colori dell’arcobaleno, celebrando il Pride nazionale, che segnerà una pagina memorabile, indimenticabile,  per intensità e senso politico. A pochi giorni dall’attesissima manifestazione nazionale, che ha il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, il Comitato Napoli Pride esprime soddisfazione per un documento politico (fatto di diritti sociali e diritti civili), che sarà presentato in  conferenza stampa, presso Palazzo San Giacomo (in Piazza Municipio), venerdì 25 giugno, alla presenza del sindaco Rosa Russo Iervolino. Sul palco di Piazza del Plebiscito, all’arrivo del  corteo Pride, che avrà sfilato per le strade cittadine, le istanze e l’orgoglio del popolo LGBT, impressi in un manifesto politico, proveranno a tradursi in note, poesia, gesti e musica attraverso le esibizioni di alcuni grandi artisti che si alterneranno agli interventi politici per sottolinearne il valore ed il significato

Qui il link al sito ufficiale

Dal Pride Milano 2010

Gay Pride Milano, 12 giugno 2010

Un video del Pride Milano 2010.

Volantino Pride Milano 2010

Oggi alle 16.30 in piazza Castello parte il Pride Milano 2010; per la prima volta partecipano  Le Rose di Gertrude con un proprio carro.

Questo il volantino che verrà distribuito.

Il file Pdf è scaricabile qui.

Domani Pride a Milano

Carissim*

siete tutt* invitat* al MILANO PRIDE

sabato 12 giugno 2010

il corteo di
trans, lesbiche, gay & friends
partirà alle 16.00
da piazza Castello
e terminerà in porta Venezia

I nostri più accaniti avversari, i prelati cattolici, vorrebbero far dimenticare lo scandalo della LORO pedofilia, ma non se la caveranno con uno ‘scusate tanto

Ora ne abbiamo abbastanza!

portiamo al pride cartelli, slogan, immagini
Ne abbiamo abbastanza dei feroci attacchi delle gerarchie cattoliche nei confronti delle persone trans, gay e lesbiche volti a distogliere l’attenzione dai crimini dei preti pedofili e dei vescovi complici di insabbiamento delle prove.
La nostra reazione sarà ancora più determinata e duratura perché non smetteremo di manifestare inaddomesticati, ognuna e ognuno con la propria incredibile vita in difesa dei propri diritti di cittadinanza e di esseri umani, in un momento in cui tutte le differenze culturali, religiose ed etniche sono usate per diffondere odio verso un “Altro” generalizzato che deve fare paura. Per la prima volta saremo tra le Associazioni Promotrici e visibili con un nostro Carro. Saremo all’ inizio del Coorteo Carro numero 3

Le associazioni che promuovono il Pride Milano 2010 aderiscono alla piattaforma politica del Pride Nazionale di Napoli del 26 giugno 2010

Ne abbiamo abbastanza

MILANO PRIDE 2010:
ADESSO NE ABBIAMO ABBASTANZA!

In Irlanda due rapporti pubblicati nel 2009 denunciano l’altissimo numero di abusi sessuali commessi con la connivenza delle gerarchie ecclesiastiche tra GLI ANNI CONQUANTA E IL 2004. Il 20 marzo 2010 nella lettera pastorale ai cattolici d’Irlanda, Benedetto XVI chiede scusa e accetta le dimissioni del vescovo John Magee, ex segretario di Paolo VI e Giovanni Paolo II, coinvolto in un’inchiesta sulla pedofilia.
Negli Stati Uniti negli ultimi 50 anni vengono denunciati più di 4.000 abusi commessi da sacerdoti su circa 10.000 bambini, per lo più maschi. Nel 2003 l’Arcidiocesi di Boston paga 85 milioni di dollari per risolvere 500 cause civili per abusi su minori. Il 24 marzo 2010 il New York Times accusa i vertici del Vaticano, compreso Benedetto XVI, di non avere fermato Joseph Murphy, un prete accusato di avere molestato 200 bambini sordi tra il 1950 e il 1977 a Milwaukee.
In Germania nel 2010 almeno 300 persone denunciano di avere subito violenze fisiche e sessuali da sacerdoti. Tra le vittime ci sono 160 bambini di diverse scuole cattoliche del paese. A marzo il New York Times denuncia il caso di Peter Hullermann, un prete pedofilo che ha continuato a esercitare il sacerdozio nella diocesi di Monaco, quando era guidata da Joseph Ratzinger.
In Italia, nel gennaio del 2009, 67 ex allievi di un istituto religioso per sordi di Verona accusano 24 religiosi di avere commesso abusi tra il 1960 e il 1984.
Nei Paesi Bassi, a marzo del 2010, i vescovi olandesi ordinano l’apertura di un’inchiesta sui 200 casi di violenze denunciati nel paese.
In Austria denunce di abusi sessuali su minori, nel 2010, arrivano da ogni parte del paese.
In Svizzera, a marzo 2010, la conferenza dei vescovi svizzeri, dichiara di avere ricevuto 60 denunce di abusi commessi da preti cattolici negli ultimi quindici anni.

ARCILESBICA CIRCOLO ZAMI

FONTE: BBC, documentario “SEX, CRIME AND VATICAN”.

Diritti gay, male l’Italia, vince la Svezia

L’associazione Ilga Europe stila la graduatoria degli stati che tutelano maggiormente, a livello legislativo, le persone omosessuali. Dominano le nazioni nordiche e la Spagna. Il nostro paese ai livelli di Serbia e Georgia.

È la Svezia il Paese più gay-friendly d’Europa, che garantisce, a livello legislativo, parità di trattamento alle persone omosessuali, oltre a fornire valide tutele normative contro l’omofobia. Con i suoi 10 punti (su un massimo di 10), guida una classifica redatta dalla Ilga Europe (il ramo europeo della International lesbian and gay association). Per stilare questa vera e propria mappa dei diritti umani riconosciuti alla comunità omosessuale, e denominata Rainbow Europe Country Index, si è tenuto conto della legislazione vigente nei singoli Paesi. L’Italia si colloca nella fascia delle nazioni più omofobe: è ai livelli di Georgia e Serbia (qui, nel 2009, il governo cancellò all’ultimo momento il Gay Pride). “Siamo un Paese omofobo, e questi dati non mi stupiscono affatto”, osserva Paola Concia, deputata del Pd.
[...]
“Inutile negare che siamo un Paese omofobo”, dice a Repubblica.it Concia. “All’estero siamo visti come i vecchi Paesi dell’Est. In pratica, i miei colleghi deputati di Francia e Germania ci considerano allo stesso livello dei nuovi ingressi nell’Unione euopea. Non mi stupisce il fatto che siamo in una posizione così bassa”. La Concia ricorda anche il travagliato cammino della proposta di legge contro l’omofobia, di cui lei stessa è la relatrice: “Se ne discute dal 10 dicembre in commissione Giustizia. La Lega ha già fatto sapere di essere contraria. Cosa farà il Pdl? Ora dovrà giocare a carte scoperte, e dire da che parte sta realmente”.

“L’Italia dimostra di non essere realmente entrata a far parte dell’Unione europea”, osserva invece Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. “Da troppo tempo si fanno solo valutazioni di natura economica, mentre il passaggio nell’Unione dovrebbe tenere conto di questioni sociali e politiche. Siamo di fronte ad un problema, dal punto di vita del riconoscimento dei diritti gay. Un problema della classe politica italiana, che è più indietro della società che rappresenta. Tra i Paesi fondatori dell’Unione europea”, continua Patanè, “l’Italia è l’unica ad essere priva di una legge sulle coppie omosessuali e una legge contro l’omofobia e la transfobia”.

Stefano Bucaioni, responsabile affari internazionale di Arcigay, fa notare come già il dipartimento esteri americano, nel suo rapporto annuale sui diritti umani, abbia messo in luce l’omofobia tutta italiana: “In quel rapporto, che prendeva in esame anche la aggressioni verso i gay, si evidenziava l’assenza di una legislazione contro l’omofobia”.

da Repubblica.it

LA CLASSIFICA COMPLETA

1 ) Svezia 10
2 ) Belgio 9
2 ) Olanda 9
2 ) Norvegia 9
2 ) Spagna 9
6 ) Islanda 8
6 ) Regno Unito 8
8 ) Andorra 7
8 ) Danimarca 7
10 ) Finlandia 6
11 ) Francia 5
11 ) Germania 5
11 ) Portogallo 5
14 ) Croazia 4
14 ) Lussemburgo 4
14 ) Slovenia 4
14 ) Svizzera 4
14 ) Ungheria 4
19 ) Austria 3
19 ) Irlanda 3
19 ) Kosovo 3
19 ) Repubblica Ceca 3
19 ) Romania 3
24 ) Albania 2
24 ) Bosnia-Erzegovina 2
24 ) Bulgaria 2
24 ) Estonia 2
28 ) Georgia 1
28 ) Grecia 1
28 ) Italia 1
28 ) Malta 1
28 ) Montenegro 1
28 ) Serbia 1
34 ) Armenia 0
34 ) Azerbaigian 0
34 ) Cipro 0
34 ) Città del Vaticano 0
34 ) Lettonia 0
34 ) Liechtenstein 0
34 ) Monaco 0
34 ) Polonia 0
34 ) Repubblica di San Marino 0
34 ) Rep. Ex Jugosl. di Macedonia 0
44 ) Bielorussia -1
44 ) Moldova -1
44 ) Turchia -1
47 ) Russia -2
47 ) Ucraina -2