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	<title>Le Rose di Gertrude &#187; diritti</title>
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	<description>Associazione culturale contro le discriminazioni sessuali</description>
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		<title>Hillary Clinton</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 17:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>byb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Rose di Gertrude volevano condividere la traduzione fatta dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti del testo integrale dell’intervento del Segretario di Stato del Governo degli Stati Uniti, Hillary Clinton, tenuto il 6 dicembre a Ginevra alla più grande Conferenza mondiale mai organizzata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), in occasione della giornata mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Rose di Gertrude volevano condividere la <a href="http://www.certidiritti.it/certi-diritti-pubblica-la-traduzione-italiana-integrale-del-discorso-di-hillary-clinton-per-la-giornata-mondiale-dei-diritti-umani" target="_blank">traduzione fatta dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti</a> del testo integrale  dell’intervento del Segretario di Stato del Governo degli Stati Uniti,  Hillary Clinton, tenuto il 6 dicembre a Ginevra alla più grande  Conferenza mondiale mai organizzata dall’Alto Commissariato delle  Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), in occasione della giornata  mondiale dei Diritti Umani alla quale hanno partecipato  oltre  145  paesi.<br />
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<blockquote><p>&#8220;Buona sera, lasciatemi esprimere il mio grande onore e piacere per  essere qui. Voglio ringraziare il direttore generale Tokayev e la  signora Wyden oltre agli altri ministri, ambasciatori, eccellenze e  partner delle Nazioni Unite. Questo fine settimana celebreremo la  giornata mondiale dei diritti umani, l’anniversario di una delle grandi  conquiste dell’ultimo secolo.</p>
<p>Nel 1947, i delegati di sei continenti si sono impegnati a stilare  una dichiarazione che affermasse le libertà e i diritti fondamentali  delle persone ovunque esse vivessero. Nel secondo dopoguerra, molte  nazioni sostennero una dichiarazione di questo tipo per aiutare a  prevenire future atrocità e proteggere l’umanità e la dignità insita in  ogni persona. E così i delegati si misero al lavoro. Discussero,  scrissero, rividero, riscrissero per migliaia di ore. Incorporarono  suggerimenti e revisioni proposte da governi, organizzazioni, e  individui di tutto il mondo.</p>
<p>Alle tre del mattino del 10 dicembre 1948, dopo circa due anni di  lavoro e un’ultima notte di dibattito, il Presidente dell’Assemblea  Generale delle Nazioni Unite mise in votazione il testo finale. 48  nazioni votarono a favore, 8 si astennero, nessuna votò contro: la  Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu adottata. Essa proclamava  una semplice e potente idea: tutti gli esseri umani sono nati liberi e  uguali nella loro dignità e nei loro diritti. Con la dichiarazione si è  chiarito che i diritti non sono conferiti dai governi, ma appartengono a  tutte le persone dalla nascita. Non importa in che paese viviamo, chi  sono i nostri leader e persino chi siamo. In quanto umani, abbiamo  diritti. E poiché abbiamo diritti, i governi devono proteggerli.</p>
<p>Nei 63 anni da quando la dichiarazione fu adottata, molte nazioni  hanno fatto grandi progressi nel fare dei diritti umani una realtà.  Passo dopo passo, le barriere che un tempo impedivano alle persone di  godere a pieno delle loro libertà, della loro dignità e della loro  umanità sono cadute. In molti luoghi, leggi razziste sono state  eliminate, pratiche sociali e legali che relegavano le donne a uno  status di seconda classe sono state abolite, la possibilità per le  minoranze religiose di praticare la loro fede liberamente è stata  garantita.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, tali progressi non  furono conseguiti con facilità. Molte persone lottarono, si  organizzarono e protestarono nelle pubbliche piazze e in luoghi più  privati non solo per cambiare le leggi, ma anche le coscienze. E grazie  al lavoro di generazioni, per milioni di individui le cui vite erano  vessate dall’ingiustizia è ora possibile vivere più liberamente e  partecipare pienamente alla vita politica, economica e sociale delle  loro comunità.</p>
<p>Come tutti sapete, c’è ancora molto da fare per assicurare  quell’impegno, quella realtà, quel progresso per tutti. Oggi vorrei  parlare del lavoro che abbiamo ancora da fare per proteggere un gruppo  di persone i cui diritti umani sono ancora negati in troppe parti del  mondo. Sono una minoranza invisibile. Sono arrestati, picchiati,  terrorizzati e persino condannati a morte. Molti sono trattati con  disprezzo e violenza dai loro concittadini mentre le autorità che  dovrebbero proteggerli guardano altrove o, troppo spesso, contribuiscono  ad abusarli. E’ negata loro l’opportunità di lavorare e ricevere  un’adeguata istruzione, sono costretti ad abbandonare le loro case e i  loro paesi o a reprimere e negare chi sono per proteggersi dal pericolo.</p>
<p>Parlo di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, esseri umani nati  liberi, eguali e con la medesima dignità degli altri, persone con il  diritto di rivendicare ciò. Questa è una delle rimanenti sfide del  nostro tempo per implementare i diritti umani di tutti. Parlo di questo  argomento sapendo che il mio stesso paese è ben lontano dalla perfezione  in tema di diritti umani per le persone LGBT. Sino al 2003  l’omosessualità era ancora un crimine in alcuni Stati. Molti americani  LGBT hanno sofferto violenze e molestie nelle loro vite e per alcuni,  inclusi molti giovani, il bullismo e l’esclusione sono esperienze  quotidiane. Quindi noi, come tutte le nazioni, abbiamo molto lavoro da  fare per proteggere i diritti umani.</p>
<p>So bene che questa è una questione molto sensibile per molti e che  gli ostacoli sulla via della protezione dei diritti umani delle persone  LGBT sono radicati in profonde credenze personali, politiche, culturali e  religiose. Pertanto vengo a voi con profondo rispetto, comprensione e  umiltà. Anche se il progresso su questo fronte non è facile, non  possiamo evitare di agire prontamente. In questo spirito voglio parlare  delle questioni difficili e importanti che dobbiamo affrontare insieme  per raggiungere un consenso globale attorno al riconoscimento dei  diritti umani delle persone LGBT ovunque esse si trovino.</p>
<p>La prima questione va direttamente al cuore del problema. Qualcuno ha  sostenuto che i diritti gay e i diritti umani sono cose distinte, ma in  verità sono la stessa medesima cosa. Certamente 60 anni fa i governi  che hanno stilato e approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti  Umani non pensarono a come essa potesse applicarsi alla comunità LGBT.  Non pensavano neppure a come essa potesse applicarsi agli indigeni, ai  bambini, ai disabili o altri gruppi marginalizzati. Eppure, negli scorsi  60 anni abbiamo riconosciuto che i membri di questi gruppi sono  pienamente titolari di diritti e dignità poiché, come tutte le persone,  essi condividono una comune umanità.</p>
<p>Questo riconoscimento non è occorso subito. Si è sviluppato nel  tempo. Nel frattempo abbiamo capito che si trattava di onorare dei  diritti che le persone hanno sempre avuto, piuttosto che creare diritti  nuovi o speciali per loro. Come essere una donna, un membro di una  minoranza etnica, religiosa o tribale, essere LGBT non rende meno umani.  Ecco perché i diritti gay sono diritti umani e i diritti umani sono  diritti gay.</p>
<p>Si violano i diritti umani quando si picchiano o uccidono persone a  causa del loro orientamento sessuale o perché non si conformano alla  norma culturale su come gli uomini e le donne dovrebbero apparire o  comportarsi. Si violano i diritti umani quando i governi dichiarano  illegale essere gay o non puniscono coloro che fanno del male alle  persone gay. Si violano i diritti umani quando le donne lesbiche e  transgender sono soggette ai cosiddetti stupri correttivi, o soggette a  trattamenti ormonali forzati, o quando delle persone vengono uccise in  seguito a incitamenti pubblici alla violenza contro i gay o quando sono  costretti a scappare dai propri paesi e cercare asilo in altri Stati per  salvare la propria vita. E si violano i diritti umani quando l’accesso a  farmaci salva vita viene negato sulla base dell’orientamento sessuale, o  un eguale accesso alla giustizia viene negato sulla base  dell’orientamento sessuale, o gli spazi pubblici sono proibiti ai gay.  Non importa il nostro aspetto, da dove veniamo, chi siamo, siamo tutti  egualmente titolari dei nostri diritti umani e della nostra dignità.</p>
<p>La seconda questione è se l’omosessualità è tipica di una certa parte  del mondo. Alcuni sembrano credere che sia un fenomeno occidentale e  che perciò fuori dall’Occidente sia possibile rigettarla. In realtà i  gay nascono e appartengono ad ogni società del mondo. Sono di tutte le  età, di tutte le razze e di tutte le etnie; sono dottori e insegnanti,  contadini e banchieri, soldati e atleti; e a prescindere dal fatto che  lo sappiamo o lo riconosciamo, sono la nostra famiglia, i nostri amici, i  nostri vicini.</p>
<p>Essere gay non è un’invenzione occidentale; è una realtà umana. E  proteggere i diritti umani di tutti, etero o omosessuali, non è qualcosa  che fanno solo i governi occidentali. La costituzione sudafricana,  scritta dopo l’Apartheid, protegge l’uguaglianza di tutti i cittadini,  inclusi quelli gay. In Colombia e Argentina, anche i diritti gay sono  legalmente protetti. In Nepal, la corte costituzionale ha sentenziato  che i cittadini LGBT devono avere eguali diritti. Il governo della  Mongolia ha preso l’impegno di varare una nuova legislazione che  affronti le discriminazioni patite dai gay.</p>
<p>Ora, alcuni ritengono che proteggere i diritti umani della comunità  LGBT sia un lusso che solo le nazioni ricche possono permettersi. Ma in  effetti, in tutti i paesi, la non protezione di questi diritti ha dei  costi in termini di vite etero e omosessuali perse a causa di malattie e  violenze, di silenziamento di voci e visioni che avrebbero rafforzato  le comunità, in termini di idee mai concretizzate da imprenditori che  casualmente sono gay. Si pagano dei costi ogni volta che un gruppo è  trattato peggio degli altri, siano essi donne, minoranze etniche,  religiose o LGBT. L’ex presidente del Botswana, Mogae, ha recentemente  sottolineato che finché le persone LGBT sono tenute nell’ombra, non  potrà esserci un efficace programma di sanità pubblica contro l’AIDS.  Beh, questo è vero che per altre sfide.</p>
<p>La terza e forse più difficile questione viene sollevata quando si  citano valori religiosi o culturali come ragioni per violare o non  proteggere i diritti umani dei cittadini LGBT. Ciò non si differenzia  molto dalle giustificazioni offerte per giustificare pratiche violente  contro le donne come l’omicidio d’onore, l’arsione delle vedove e le  mutilazioni genitali femminili. Alcuni continuano a difendere tali  pratiche in quanto parte di una tradizione culturale. Ma la violenza  contro le donne non è culturale, è criminale. Ugualmente con la  schiavitù, ciò che una volta era giustificato dalla sanzione divina è  oggi giustamente ritenuto un immorale violazione dei diritti umani.</p>
<p>In ognuno di questi casi, abbiamo imparato che nessuna pratica o  tradizione è superiore ai diritti umani che appartengono a tutti noi. E  questo è vero anche per la violenza inflitta alle persone LGBT, la  criminalizzazione del loro status o comportamento, l’espulsione dalle  loro famiglie o comunità, l’accettazione tacita o esplicita delle loro  uccisioni.</p>
<p>Certamente, vale la pena notare che raramente le tradizioni e gli  insegnamenti religiosi o culturali sono in conflitto con la protezione  dei diritti umani. Ovviamente, la nostra religione e la nostra cultura  sono fonti di compassione e ispirazione verso esseri umani come noi. Non  solo coloro che giustificavano la schiavitù si appoggiavano alla  religione, anche coloro che cercavano di abolirla lo facevano. Teniamo a  mente che il nostro impegno a difendere la libertà di religione e la  dignità delle persone LGBT hanno la medesima radice. Per molti di noi il  credo e la pratica religiosa è una risorsa vitale di significato e  identità fondamentale per ciò che siamo come persone. Ugualmente, per la  maggior parte di noi, i legami d’amore e famigliari che abbiamo  forgiato sono altrettanto vitali fonti di significato e identità.  Prendersi cura degli altri è un’espressione di ciò che significa essere  pienamente umani. E’ perché l’esperienza umana è universale che i  diritti umani sono universali e attraversano tutte le religioni e le  culture.</p>
<p>La quarta questione è ciò che la storia ci insegna circa il modo in  cui progredire verso eguali diritti per tutti. Il progresso origina da  una discussione onesta. Ci sono coloro che dicono e credono che tutti i  gay sono pedofili, che l’omosessualità è una malattia che può essere  curata o che i gay reclutano altri per farli diventare a loro volta gay.  Bene. Queste nozioni sono semplicemente non vere. E’ anche difficile  che spariscano se coloro che le promuovono o accettano vengono ignorati  piuttosto che invitati a condividere le loro paure. Nessuno ha mai  abbandonato una convinzione perché è stato costretto a farlo.</p>
<p>I diritti umani universali includono la libertà d’espressione e  quella di pensiero, anche se le nostre parole o pensieri denigrano  l’umanità degli altri. Tuttavia, mentre siamo tutti liberi di credere  ciò che riteniamo, non possiamo fare tutto ciò che vogliamo, non in un  mondo in cui si proteggono i diritti umani di tutti.</p>
<p>Raggiungere una piena comprensione di queste cose richiede più di un  discorso. Richiede una conversazione. Anzi, richiede una costellazione  di conversazioni in luoghi piccoli e grandi. E richiede la volontà di  vedere nelle più aspre differenze di visione una ragione per cominciare a  conversare, non per evitare di farlo.</p>
<p>Ma il progresso deriva dal cambiamento delle leggi. In molti posti,  incluso il mio stesso paese, la protezione legale ha preceduto, non  seguito, un più ampio riconoscimento dei diritti. Le leggi hanno un  effetto istruttivo. Le leggi che discriminano convalidano altri tipi di  discriminazione. Le leggi che richiedono eguale protezione rinforzano  l’imperativo morale dell&#8217;uguaglianza. In pratica, spesso le leggi devono  cambiare prima che la paura del cambiamento venga meno.</p>
<p>Molti nel mio paese pesavano che il presidente Truman stesse facendo  un grave errore quando ordinò la de-segregazione razziale delle nostre  forze armate. Si affermava che ciò avrebbe minato la coesione delle  unità combattenti. E fu solo dopo che la decisione venne implementata  che ci accorgemmo come essa rafforzò il nostro tessuto sociale in modi  che neppure i sostenitori di quella politica avevano previsto.  Ugualmente, alcuni nel mio paese ritenevano che la cessazione del “Don&#8217;t  Ask, Don’t Tell” avrebbe avuto un effetto negativo sulle nostre forze  armate. Oggi, il comandante dei Marines, che fu una delle voci più forti  contro la revisione di questa politica, dice che le sue preoccupazioni  erano infondate e che i Marines hanno accolto benissimo il cambiamento.</p>
<p>Infine, il progresso deriva dalla disponibilità di mettersi nei panni  degli altri per un po’. Dobbiamo chiederci: “come mi sentirei se fosse  un crimine amare la persona che amo? Come mi sentirei se fossi  discriminato per una cosa di me che non posso cambiare?”. Questa sfida  riguarda ciascuno di noi quando riflettiamo su convinzioni profonde,  quando lavoriamo per essere tolleranti e rispettosi della dignità di  tutti, e quando abbiamo umilmente a che fare con coloro i quali siamo in  disaccordo nella speranza di creare una maggiore comprensione generale.</p>
<p>La quinta e ultima questione riguarda come possiamo fare la nostra  parte per portare il mondo ad accogliere i diritti umani di tutti, anche  delle persone LGBT. Sì, le persone LGBT devono contribuire guidando  questi sforzi, come tanti già fanno. La loro conoscenza ed esperienza è  impagabile e il loro coraggio inspiratore. Conosciamo i nomi di  attivisti LGBT coraggiosi che hanno letteralmente dato le loro vite per  questa causa e ce ne sono molti altri il cui nome non conosceremo mai.  Ma spesso coloro ai quali si negano i diritti sono quelli con meno  potere di ottenere i cambiamenti che cercano. Agendo da sole, le  minoranze non potranno mai raggiungere la maggioranza necessaria al  cambiamento politico.</p>
<p>Quando una parte dell’umanità viene rimossa, il resto di noi non può  rimanere indifferente. Ogni volta che una barriera verso il progresso  cade, ciò avviene grazie allo sforzo congiunto di coloro che stanno da  entrambe le parti di essa. Nella lotta per i diritti alle donne, il  sostegno degli uomini rimane cruciale. La battaglia per l’uguaglianza  razziale è dipesa dal contributo di persone di tutte le etnie.  Combattere l’islamofobia o l’antisemitismo è un compito per le persone  di tutte le fedi. Lo stesso è vero per la lotta per l&#8217;uguaglianza.</p>
<p>Viceversa, quando vediamo la negazione e l’abuso di diritti umani e  non agiamo, mandiamo il messaggio che ciò non comporta alcuna  conseguenza e incentiviamo il perpetuare di tali abusi e negazioni. Ma  quando agiamo, inviamo un potente messaggio morale. Qui a Ginevra, la  comunità internazionale ha agito quest’anno per rafforzare il consenso  globale attorno ai diritti umani delle persone LGBT. In marzo, al  Consiglio per i Diritti Umani, 85 paesi hanno sostenuto una  dichiarazione contro la criminalizzazione e le violenze motivate  dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.</p>
<p>Alla successiva sessione del Consiglio in giugno, il Sud Africa si  fece promotore di una risoluzione sulla violenza contro le persone LGBT.  La delegazione sudafricana parlò eloquentemente della propria  esperienza e della propria lotta per l’eguaglianza di tutta l’umanità e  della sua indivisibilità. Quando passò, divenne la prima risoluzione  delle Nazioni Unite a riconoscere i diritti umani delle persone gay di  tutto il mondo. Nell’Organizzazione degli Stati Americani quest’anno, la  Commissione inter-americana sui Diritti Umani creò un’unità sui diritti  delle persone LGBT, un passo verso ciò che speriamo sarà la creazione  di una struttura più formale.</p>
<p>Ora, dobbiamo andare oltre e lavorare qui e in ogni regione del mondo  per galvanizzare un maggiore supporto per i diritti umani della  comunità LGBT. Ai leader di quei paesi dove le persone sono  imprigionate, picchiate o condannate a morte perché gay, chiedo di  considerare questo: per definizione leadership significa stare alla  testa del proprio popolo quando è necessario. Significa difendere la  dignità di tutti i propri cittadini e convincere gli atri a fare lo  stesso. Significa anche assicurare che tutti i cittadini siano trattati  come eguali dalla legge del proprio Stato perché, lasciatemi essere  chiara &#8211; non sto dicendo che i gay non commettono crimini. Lo fanno,  proprio come gli eterosessuali. E quando lo fanno devono rispondere dei  loro atti, ma non dovrebbe mai essere un crimine il semplice fatto di  essere gay.</p>
<p>Ai popoli di tutte le nazioni dico che sostenere i diritti umani è  anche una vostra responsabilità. La vita dei gay è condizionata non solo  dalle leggi, ma anche dal trattamento che ricevono ogni giorno dalle  loro famiglie e dai loro vicini. Eleanor Roosevelt, che ha fatto così  tanto per l’avanzamento dei diritti umani nel mondo, ha detto che questi  diritti germogliano nei luoghi più vicini a casa &#8211; le strade dove  vivono le persone, le scuole che frequentano, le industrie, fattorie e  uffici dove lavorano. Questi luoghi sono il vostro campo d’azione. Le  azioni che intraprendete e le idee che sostenete possono determinare se i  diritti umani fioriranno dove vivete.</p>
<p>Infine, alle persone LGBT di tutto il mondo lasciatemi dire questo:  ovunque viviate e qualunque siano le circostanze della vostra vita, sia  che siate connessi ad una rete di supporto, sia che vi sentiate isolati e  vulnerabili, sappiate che non siete soli. Ci sono persone in tutto il  mondo che stanno lavorando duramente per sostenervi e mettere fine alle  ingiustizie e ai pericoli che affrontate. Questo è certamente vero per  il mio paese: avete un alleato negli Stati Uniti d’America e avete  milioni di amici tra gli americani.</p>
<p>L’amministrazione Obama difende i diritti umani delle persone LGBT  come parte della nostra più ampia politica sui diritti umani e come una  priorità della nostra politica estera. Nelle nostre ambasciate, i nostri  diplomatici stanno sollevando l’attenzione su casi e leggi specifici  lavorando con vari partner per rafforzare la protezione dei diritti  umani di tutti. A Washington, abbiamo creato una task force al  Dipartimento di Stato per sostenere e coordinare questo lavoro. Nei  prossimi mesi forniremo tutte le ambasciate di un kit di strumenti per  migliorare i loro sforzi. Abbiamo anche creato un programma che offre  sostegno di emergenza per i difensori dei diritti umani delle persone  LGBT.</p>
<p>Questa mattina, a Washington, il Presidente Obama ha dato vita alla  prima strategia governativa dedicata a combattere le violazioni dei  diritti umani contro le persone LGBT all’estero. Dando seguito a  precedenti sforzi fatti all’interno del Dipartimento di Stato e di tutto  il governo, il Presidente ha ordinato a tutte le agenzie governative  impegnate all’estero di combattere la criminalizzaizione dello stato e  della condotta LGBT, di aumentare gli sforzi per proteggere vulnerabili  rifugiati LGBT, di assicurarsi che la nostra assistenza estera promuova  la protezione dei diritti LGBT, di coinvolgere le organizzazioni  internazionali nella lotta contro le discriminazioni e di rispondere  prontamente agli abusi contro le persone LGBT.</p>
<p>Sono anche felice di annunciare che stiamo lanciando un nuovo Fondo  per l’eguaglianza globale che sosterrà il lavoro delle associazioni  della società civile impegnate in tutto il mondo su queste questioni.  Questo fondo le aiuterà a registrare dei fatti in modo da elaborare  strategie più mirate, a imparare ad usare la legge come uno strumento a  loro favore, a gestire il loro budget, a formare il loro personale, e a  creare alleanze con e associazioni delle donne e altri gruppi impegnati  sui diritti umani. Abbiamo stanziato più di 3 milioni di dollari per dar  vita a questo fondo e speriamo che altri aggiungeranno il loro  contributo.</p>
<p>Le donne e gli uomini che lottano per i diritti umani delle persone  LGBT in luoghi ostili, alcuni dei quali sono qui con noi oggi, sono  coraggiosi e meritano tutto l’aiuto che possiamo dar loro. Sappiamo che  il cammino non sarà facile, una grande quantità di lavoro resta ancora  da fare, ma molti di noi hanno visto direttamente quanto rapidamente i  cambiamenti possano avvenire. Durante le nostre vite, l’atteggiamento  verso le persone gay in molti posti è stato trasformato. Molte persone,  me compresa, hanno negli anni approfondito le loro convinzione sul tema  man mano che gli hanno dedicato maggiore attenzione, dialogato,  partecipato a dibattiti e stabilito relazioni personali e professionali  con persone gay.</p>
<p>Questa evoluzione è evidente in molti luoghi. Per sottolineare solo  un esempio l’Alta Corte di Delhi ha decriminalizzato l’omosessualità in  India due anni fa scrivendo, e cito: “se esiste un principio che può  essere ritenuto permeante di tutta la costituzione indiana, questo è  l’inclusività”. Non ho dubbi che il sostegno per i diritti umani LGBT  continuerà a crescere perché per molti giovani questo è banale: tutte le  persone meritano di essere trattate con dignità e vedere rispettati i  propri diritti umani, a prescindere da chi sono o da chi amano.</p>
<p>C’è una frase che negli Stati Uniti invochiamo quando vogliamo  spronare gli altri a sostenere i diritti umani: “Stai dalla parte giusta  della storia”. La storia degli Stati Uniti è la storia di una nazione  che ha ripetutamente lottato contro l’intolleranza e l’ineguaglianza.  Abbiamo combattuto una guerra civile brutale sul tema della schiavitù.  In tutto il paese milioni di persone si sono unite in campagne per  riconoscere i diritti delle donne, dei popoli indigeni, delle minoranze  etniche, dei bambini, delle persone con disabilità, degli immigrati, dei  lavoratori e così via. E la marcia verso l’uguaglianza e la giustizia  continua. Coloro che combattono per espandere la cerchia dei diritti  umani erano e sono dalla parte giusta della storia e la storia li onora.  Coloro che tentarono di restringere i diritti umani avevano torto e la  storia mostra anche questo.</p>
<p>So che i pensieri che ho condiviso oggi coinvolgono questioni sulle  quali le opinioni si stanno ancora evolvendo. Come è accaduto già molte  volte, le varie opinioni convergeranno verso la verità, quella verità  immutabile secondo la quale tutte le persone sono create libere e con  uguali dignità e diritti. Siamo ancora una volta chiamati a rendere  concrete le parole della Dichiarazione Universale. Rispondiamo a questa  chiamata. Stiamo dalla parte giusta della storia, per la nostra gente,  le nostre nazioni, le generazioni future, le cui vite saranno plasmate  dal nostro lavoro di oggi. Mi rivolgo a voi con grande speranza e  fiducia che a prescindere dalla lunghezza della strada che abbiamo  davanti, la percorreremo insieme con successo. Grazie molte.&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Se non ora quando?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 10:35:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adesione Le Rose di Gertrude Magenta alla manifestazione &#8220;Se non ora quando?&#8221;di  domenica 13 febbraio</strong></p>
<p>L&#8217; associazione culturale Le Rose di Gertrude aderisce con convinzione alla manifestazione delle donne <strong>&#8220;Se non ora quando?&#8221;</strong> che si svolgerà <strong>domenica 13 febbraio</strong> in molte città italiane.<br />
Saremo  presenti alla manifestazione prevista per le ore <strong>14.30 in Piazza Castello</strong> per manifestare la nostra solidarietà alle donne,  perchè crediamo che il Paese abbia la necessità di un forte richiamo all&#8217;etica, alla coerenza e al rispetto della laicità, delle leggi e delle istituzioni.</p>
<p>Diciamo basta ad una politica e a dei politici che assecondando principi religiosi di parte, con una mano vogliono regolare il corpo degli italiani dicendo loro se fare l&#8217;amore o non farlo, con chi e come farlo, se abortire o meno, se, quando e come morire e con l&#8217;altra mano mettono banconote da 100 euro nelle mutandine di giovani donne vittime di un sistema di potere che le vuole come sottomesse e sempre a disposizione.</p>
<p>Non scendiamo in piazza con pensieri moralisti e puritani, scendiamo in piazza contro l&#8217;ipocrisia dei protagonisti di questa tragicomica italiana &#8220;dei vizi privati e delle pubbliche virtu&#8221; che alimenta il proprio potere attraverso politiche sessiste, omofobe, transfobiche e misogine.</p>
<p>Vogliamo affermale la forza del valore del rispetto e dell&#8217;autodeterminazione della donna.<br />
Rivendichiamo la piena parità dei generi maschile, femminile, transessuale, transgender e degli orientamenti sessuali.</p>
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		<title>I libri di Gertrude</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 20:50:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Novembre 2010 Città di Magenta Incontro con IVAN SCALFAROTTO Vicepresidente PD ed autore del libro IN NESSUN PAESE La scheda del libro: qui Un estratto del libro: qui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2241" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/eventi/i-libri-di-gertrude-4/attachment/innessunpaese"><img class="alignleft size-full wp-image-2241" style="margin-right: 10px; margin-left: 10px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="InNessunPaese" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/09/InNessunPaese.jpg" alt="" width="160" height="220" /></a></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Novembre 2010</strong><br />
<strong> </strong>Città di Magenta</p>
<p>Incontro con <strong><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/" target="_blank">IVAN SCALFAROTTO</a></strong><br />
<strong> </strong>Vicepresidente PD ed autore del libro</p>
<h2>IN NESSUN PAESE</h2>
<p>La scheda del libro: <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/il-mio-libro/" target="_blank">qui</a></p>
<p>Un estratto del libro: <a href="http://api.edizpiemme.it/storage/village/2010/09/03/566-1444.pdf" target="_blank">qui</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NONSOLOMAGENTA</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 18:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[NonSoloMagenta]]></category>
		<category><![CDATA[Pride]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 26 giugno, Napoli,  “alla luce del sole”, si avvolge nei colori dell’arcobaleno, celebrando il Pride nazionale, che segnerà una pagina memorabile, indimenticabile,  per intensità e senso politico. A pochi giorni dall&#8217;attesissima manifestazione nazionale, che ha il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, il Comitato Napoli Pride esprime soddisfazione per un documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2089" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/blog/nonsolomagenta-2/attachment/logo_pride"><img class="aligncenter size-full wp-image-2089" style="border: 0px;" title="logo_pride" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/06/logo_pride.jpg" alt="" width="529" height="497" /></a>Sabato 26 giugno, Napoli,  “alla luce del sole”, si avvolge nei colori dell’arcobaleno, celebrando il Pride nazionale, che segnerà una pagina memorabile, indimenticabile,  per intensità e senso politico. A pochi giorni dall&#8217;attesissima manifestazione nazionale, che ha il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, il Comitato Napoli Pride esprime soddisfazione per un documento politico (fatto di diritti sociali e diritti civili), che sarà presentato in  conferenza stampa, presso Palazzo San Giacomo (in Piazza Municipio), venerdì 25 giugno, alla presenza del sindaco Rosa Russo Iervolino. Sul palco di Piazza del Plebiscito, all’arrivo del  corteo Pride, che avrà sfilato per le strade cittadine, le istanze e l&#8217;orgoglio del popolo LGBT, impressi in un manifesto politico, proveranno a tradursi in note, poesia, gesti e musica attraverso le esibizioni di alcuni grandi artisti che si alterneranno agli interventi politici per sottolinearne il valore ed il significato</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.napolipride.com/index.php" target="_blank">Qui il link al sito ufficiale</a></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Diritti gay, male l&#8217;Italia, vince la Svezia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 21:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>byb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[NonSoloMagenta]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione Ilga Europe stila la graduatoria degli stati che tutelano maggiormente, a livello legislativo, le persone omosessuali. Dominano le nazioni nordiche e la Spagna. Il nostro paese ai livelli di Serbia e Georgia. È la Svezia il Paese più gay-friendly d&#8217;Europa, che garantisce, a livello legislativo, parità di trattamento alle persone omosessuali, oltre a fornire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;associazione <a href="http://www.ilga-europe.org/">Ilga Europe</a> stila la graduatoria degli stati che tutelano maggiormente, a livello legislativo, le persone omosessuali. Dominano le nazioni nordiche e la Spagna. Il nostro paese ai livelli di Serbia e Georgia.</p>
<blockquote><p>È la Svezia il Paese più gay-friendly d&#8217;Europa, che garantisce, a livello legislativo, parità di trattamento alle persone omosessuali, oltre a fornire valide tutele normative contro l&#8217;omofobia. Con i suoi 10 punti (su un massimo di 10), guida una classifica redatta dalla <a href="http://www.ilga-europe.org/">Ilga Europe</a> (il ramo europeo della International lesbian and gay association). Per stilare questa vera e propria mappa dei diritti umani riconosciuti alla comunità omosessuale, e denominata Rainbow Europe Country Index, si è tenuto conto della legislazione vigente nei singoli Paesi. L&#8217;Italia si colloca nella fascia delle nazioni più omofobe: è ai livelli di Georgia e Serbia (qui, nel 2009, il governo cancellò all&#8217;ultimo momento il Gay Pride). &#8220;Siamo un Paese omofobo, e questi dati non mi stupiscono affatto&#8221;, osserva Paola Concia, deputata del Pd.<br />
[...]<br />
&#8220;Inutile negare che siamo un Paese omofobo&#8221;, dice a Repubblica.it Concia. &#8220;All&#8217;estero siamo visti come i vecchi Paesi dell&#8217;Est. In pratica, i miei colleghi deputati di Francia e Germania ci considerano allo stesso livello dei nuovi ingressi nell&#8217;Unione euopea. Non mi stupisce il fatto che siamo in una posizione così bassa&#8221;. La Concia ricorda anche il travagliato cammino della proposta di legge contro l&#8217;omofobia, di cui lei stessa è la relatrice: &#8220;Se ne discute dal 10 dicembre in commissione Giustizia. La Lega ha già fatto sapere di essere contraria. Cosa farà il Pdl? Ora dovrà giocare a carte scoperte, e dire da che parte sta realmente&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia dimostra di non essere realmente entrata a far parte dell&#8217;Unione europea&#8221;, osserva invece Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. &#8220;Da troppo tempo si fanno solo valutazioni di natura economica, mentre il passaggio nell&#8217;Unione dovrebbe tenere conto di questioni sociali e politiche. Siamo di fronte ad un problema, dal punto di vita del riconoscimento dei diritti gay. Un problema della classe politica italiana, che è più indietro della società che rappresenta. Tra i Paesi fondatori dell&#8217;Unione europea&#8221;, continua Patanè, &#8220;l&#8217;Italia è l&#8217;unica ad essere priva di una legge sulle coppie omosessuali e una legge contro l&#8217;omofobia e la transfobia&#8221;.</p>
<p>Stefano Bucaioni, responsabile affari internazionale di Arcigay, fa notare come già il dipartimento esteri americano, nel suo rapporto annuale sui diritti umani, abbia messo in luce l&#8217;omofobia tutta italiana: &#8220;In quel rapporto, che prendeva in esame anche la aggressioni verso i gay, si evidenziava l&#8217;assenza di una legislazione contro l&#8217;omofobia&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">da <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/06/news/classifica_paesi_gay-friendly-4603151/">Repubblica.it</a></p>
<p>LA CLASSIFICA COMPLETA</p>
<p>1 ) Svezia 10<br />
2 ) Belgio 9<br />
2 ) Olanda 9<br />
2 ) Norvegia 9<br />
2 )  Spagna  9<br />
6 ) Islanda 8<br />
6 ) Regno Unito 8<br />
8 ) Andorra 7<br />
8 ) Danimarca 7<br />
10 )   Finlandia 6<br />
11 ) Francia 5<br />
11 ) Germania 5<br />
11 ) Portogallo 5<br />
14 )   Croazia 4<br />
14 ) Lussemburgo 4<br />
14 ) Slovenia 4<br />
14 ) Svizzera 4<br />
14 )   Ungheria 4<br />
19 ) Austria 3<br />
19 ) Irlanda 3<br />
19 ) Kosovo 3<br />
19 )  Repubblica  Ceca 3<br />
19 ) Romania 3<br />
24 ) Albania 2<br />
24 ) Bosnia-Erzegovina 2<br />
24 )   Bulgaria 2<br />
24 ) Estonia 2<br />
28 ) Georgia 1<br />
28 ) Grecia 1<br />
<strong>28 )  Italia  1<br />
</strong>28 ) Malta 1<br />
28 ) Montenegro 1<br />
28 ) Serbia 1<br />
34 ) Armenia 0<br />
34 )   Azerbaigian 0<br />
34 ) Cipro 0<br />
34 ) Città del Vaticano 0<br />
34 ) Lettonia   0<br />
34 ) Liechtenstein 0<br />
34 ) Monaco 0<br />
34 ) Polonia 0<br />
34 )  Repubblica di  San Marino 0<br />
34 ) Rep. Ex Jugosl. di Macedonia 0<br />
44 ) Bielorussia -1<br />
44 )   Moldova -1<br />
44 ) Turchia -1<br />
47 ) Russia -2<br />
47 ) Ucraina  -2</p>
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		<title>Magenta dice: No Omofobia!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 21:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>byb</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Magenta]]></category>
		<category><![CDATA[Vita civica]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento storico nella città della Battaglia. Oggi alle ore 19.26 Il Capogruppo della minoranza la Prof.ssa Minardi Silvia ha presentato a nome del PD di Magenta una mozione per la prevenzione e lotta all&#8217; omofobia e alla transfobia.A nome del suo partito ha portato all&#8217; attenzione di tutto il Consiglio Comunale con un serio lavoro fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1819" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/comunicati-stampa/1820/attachment/news-europe_gay_flag"><img class="alignright size-full wp-image-1819" title="news-Europe_Gay_Flag" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/04/news-Europe_Gay_Flag.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a> Evento storico nella città della Battaglia. Oggi alle ore 19.26 Il Capogruppo della minoranza la Prof.ssa Minardi Silvia ha presentato a nome del PD di Magenta una  mozione per la  prevenzione e lotta all&#8217; omofobia e alla transfobia.A nome del suo partito ha portato all&#8217;  attenzione di tutto  il Consiglio Comunale con un serio lavoro fatto di approfondimenti  culturali e legislativi e con  vero spirito Laico la mozione su  una tematica di grande attualità ed urgenza.<br />
Abbiamo partecipato anche con sofferenza alla  discussione  consiliare. Abbiamo apprezzato e ringraziamo per  l&#8217;attenzione e  passione  del Segretario cittadino Dott. Paolo Razzano e di tutto il suo partito.<br />
Dobbiamo veramente ancora molto lavorare per proporre  una cultura contro gli stereotipi e  pregiudizi che portano solo a una cultura di discriminazione e  violenza.<br />
Ci mettiamo a disposizione, umilmente per  aiutare  e costruire assieme un futuro migliore.<br />
Il Nostro grazie anche al Sindaco Dott. Del  Gobbo  Luca per la sua attenzione &#8211; mediazione e sensibilità alla tematica e  al rispetto dell&#8217; individuo e all&#8217;intera   amministrazione comunale che con voto favorevole ed unanime ha detto:<strong> Stop Omofobia!</strong></p>
<p>Come Associazione GLBT (gay Lesbo Bisex Trans)  della  provincia milanese non ci resta che rimboccarci le maniche e riproporre sopratutto per il giorno 17 Maggio Giornata  Mondiale Contro  Omofobia momenti di cultura ed approfondimento.</p>
<p>Vogliamo vivere in questa Città, in questo Paese  come  donne e uomini liberi e orgogliosi di quello che siamo.</p>
<p>Grazie!!</p>
<p>Sergio Prato<br />
Presidente Associazione Culturale<br />
Le Rose di Gertrude</p>
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		<title>Mozione contro l&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 22:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita civica]]></category>

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		<description><![CDATA[26 Aprile &#8211; ore 15:00 c/o Aula Consiliare di via Fornaroli 30 &#8211; Magenta Consiglio Comunale dove verrà presentata la mozione contro l&#8217;omofobia Qui la convocazione e l&#8217;ordine del giorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1742" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/eventi/mozione-contro-lomofobia/attachment/titolo"></a><a rel="attachment wp-att-1743" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/eventi/mozione-contro-lomofobia/attachment/titolo-2"><img class="alignleft size-full wp-image-1743" style="border: 0px;" title="Titolo" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/04/Titolo1.jpg" alt="" width="146" height="115" /></a><strong>26 Aprile &#8211; ore 15:00</strong><br />
c/o Aula Consiliare di via Fornaroli 30 &#8211; Magenta</p>
<p>Consiglio Comunale dove verrà presentata la mozione contro l&#8217;omofobia</p>
<p><a href="http://www.comune.magenta.mi.it/pubblicazioni/focus/focus_dettaglio.asp?ID_M=106&amp;ID=303" target="_blank">Qui la convocazione e l&#8217;ordine del giorno</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambiamenti di costume</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 18:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Appelli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le coppie gay entrano nel Censimento 2011. Per la prima volta, nelle schede che verranno distribuite a tutti gli italiani, si avrà la possibilità di dichiararsi &#8220;convivente omosessuale&#8221; barrando l&#8217;apposita casella e, di conseguenza, compilare un solo questionario per due persone, proprio come fanno i conviventi eterosessuali. Per l&#8217;intero articolo clicca qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1680" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/blog/cambiamenti-di-costume/attachment/appelloistatf1"><img class="alignleft size-full wp-image-1680" style="border: 0px;" title="appelloistatF1" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/04/appelloistatF1.jpg" alt="" width="152" height="108" /></a></p>
<p>Le coppie gay entrano nel Censimento 2011. Per la prima volta, nelle schede che verranno distribuite a tutti gli italiani, si avrà <strong>la possibilità di dichiararsi &#8220;convivente omosessuale&#8221; barrando l&#8217;apposita casella</strong> e, di conseguenza, compilare un solo questionario per due persone, proprio come fanno i conviventi eterosessuali.</p>
<p><a href="http://www.gay.it/channel/attualita/29513/Svolta-Istat-Conteremo-anche-le-coppie-gay.html" target="_blank">Per l&#8217;intero articolo clicca qui.</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello all&#8217;ISTAT</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 14:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Firma l&#8217;appello all&#8217;ISTAT, affinchè sia possibile alle coppie convinventi, formate da persone dello stesso sesso, di dichiararsi come tali. Per firmare l&#8217;appello clicca qui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1041" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/archivi/approfondimenti/1040/attachment/contaci"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1111" href="http://www.lerosedigertrude.it/2010/blog/appello-allistat-nel-censimento-conta-anche-le-coppie-gay/attachment/contaci-3"><img class="alignleft size-medium wp-image-1111" style="border: 0px;" title="contaci" src="http://www.lerosedigertrude.it/Rose2/wp-content/uploads/2010/02/contaci2-400x207.jpg" alt="" width="400" height="207" /></a>Firma l&#8217;appello all&#8217;ISTAT, affinchè sia possibile alle coppie convinventi, formate da persone dello stesso sesso, di dichiararsi come tali.</p>
<p><a href="http://www.gay.it/contaci/index.php" target="_blank">Per firmare l&#8217;appello clicca qui</a></p>
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